Infotecnologia

Da novembre 2019 incentivi per acquisto nuovi TV con DVB-T2

televisore

Il mondo della tecnologia è in continua evoluzione ed i prodotti tecnologici sono destinati ad essere rimpiazzati da nuovi modelli dopo poco tempo. Nel mondo delle TV, prima analogiche, oggi completamente digitali, l'evoluzione si muove velocemente su più fronti: dalla risoluzione alla tecnologia dei colori passando da quella dei sintonizzatori. A partire da novembre 2019 saranno messe in atto le misure di incentivazione per l'acquisto dei TV e dei decoder con sintonizzatore DVB-T2 HEVC main 10 (questo è il nome dello standard, a 10 bit). L'incentivo sarà di sole 50 euro con un monte totale di 151 milione di euro disponibili e sarà concesso solo ad un utente per nucleo familiare con ISEE basso (prima e seconda fascia). Insomma, un mini incentivo che potrebbe coprire gran parte del  costo per l'acquisizione di un decoder mentre sconterebbe di poco il costo di un televisore di fascia alta. L'incentivo sarà disponibile sia per acquisti nei negozi fisici al dettaglio che su quelli online. Gli imprenditori recupereranno lo sconto praticato come credito di imposta. Questo incentivo sarà disponibile fino ad esaurimento e fino allo switch-off (cioè spegnimento) dello standard DVB-T1 per passare a DVB-T2. Il passaggio tecnologico determinerà l'abbandono dello standard MPEG-2 in favore del più evoluto MPEG-4 ed è previsto per l'autunno 2021 (in realtà era previsto per il 2020, ma le pressioni dei distributori di segnali tv [broadcasters] che temono di perdere audience, ha fatto rimandare la scadenza).  

 

 

La concessione dell'incentivo dovrebbe riguardare i decoder che dispongono di presa SCART, così da non rendere obbligatorio l'abbandono dei televisori non dotati di presa HDMI).

decoder DVB T2

Ci sono delle ragioni tecniche e commerciali alla base di questi incentivi. La liberazione di molte frequenze radio usate finora dai canali TV in favore delle reti di telefonini determina la necessità di usare le frequenze rimanenti con sempre maggiore efficienza. Per l'introduzione della controversa tecnologia 5G sono state liberate altre frequenze e ciò ha reso necessario l'evoluzione dello standard di compressione e trasmissione delle informazioni digitali che formano un segnale televisivo. Infatti, mentre nell'analogico le immagini erano trasmesse come segnali di luminosità - crominanza derivati dalla scansione dei singoli pixel (nel sistema PAL in uso in Italia l'immagine era formata da 625 linee scansionate a 50 Hz, corrispondenti ad una risoluzione di 720x576 pixel con 72 DPI) senza alcun ricorso a tecniche di compressione, adesso, il segnale televisivo è digitalizzato per cui la trasmissione avviene in pacchetti di bit che possono essere gestiti con le tecniche di compressione usate nei computer. Questa compressione garantisce un risparmio di spazio in termini di frequenze usate per il trasporto della informazione.

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