Norme&Sentenze

Divieto di sosta: cartelli e pannelli integrativi

Il divieto di sosta è uno dei più comuni e diffusi divieti imposti dal codice della strada. In ambito urbano, il divieto di sosta viene indicato con la segnaletica stradale di tipo verticale, cioè con i cartelli stradali che su pali verticali o bracci tubolari attaccati ai muri, indicano l'inizio, la fine o la continuazione di un divieto di sosta, quando integrati anche dai pannelli integrativi con frecce.

divieto di sosta con pannelli integrativi

Per indicare l'inizio di un divieto di sosta è sufficiente un cartello stradale all'inizio del tratto interessato dal divieto. L'effetto del divieto vige fino all'intersezione della strada con un'altra strada. Dopo ogni strada trasversale al tratto di strada in cui vige il divieto di sosta va ripetuto il cartello. La fine del divieto può essere imposta tramite il cartello di divieto di sosta integrato con un pannello integrativo con freccia verso il basso.  Oltre alla limitazione spaziale, i cartelli hanno una validità temporale: il divieto, tranne diverse indicazioni (con pannello integrativo), vige dalle 8.00 alle 20.00, tutti i giorni. 
La limitazione può avere effetto in particolari giorni (ad esempio, nella aree con mercati rionali la limitazione vige un preciso giorno della settimana, solitamente in fascia oraria 06.00 - 15.00), nei soli giorni lavorativi o nei soli giorni festivi.

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Parcheggio sul marciapiede: quanto costa la multa?

Il parcheggio delle auto sul marciapiede non è di norma consentito ed è sanzionato dall'articolo 158 del Codice della Strada.

Il marciapiedi, infatti, è quella parte della strada, esterna alla carreggiata, destinata alla circolazione dei pedoni. Se opportunamente segnalato con segnali verticali e orizzontali (strisce e disegni) è consentita la circolazione delle bici. Nei casi di marciapiedi particolarmente larghi, è possibile prevedere delle aree di sosta che vanno appositamente segnalate e delimitate.

  

Parcheggiare sui marciapiedi un autovettura o una motocicletta è quindi passibile di multa. Il codice della strada, aggiornato agli importi del 2019 (aggiornati ogni due anni), prevede una sanzione di € 87,00 per la sosta dei veicoli in genere (esclusi ciclomotori e motocicli) e di € 41,00 per la sosta dei ciclomotori e dei motoveicoli a due ruote. Nel caso di pagamento anticipato effettuato entro i 5 giorni dalla notifica (ovvero prima di ogni notifica se tale pagamento è ammesso dall'ente che ha accertato la violazione e di cui il trasgressore è venuto a conoscenza tramite, ad esempio, il volantino di preavviso), l'importo è ridotto rispettivamente ad € 60,90 per i veicoli in genere (autovetture, autocarri, camper, etc) e di € 28,70 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote. Riepilogando:

  

Art.158 c.1 h) e c.5 CdS Importo intero

Importo ridotto
(pagamento entro 
5 giorni o prima
della notifica
[se ammesso])

Oltre 60 giorni Limiti Edittali

Sosta sul marciapiedi di 

autovetture, autocarri e

veicoli non a due ruote 

€ 87,00 € 60,90 € 172,50 € 87,00 - € 345,00

ciclomotori e motoveicoli

a due ruote

€ 41,00 € 28,70 € 84,00 € 41,00 - € 168,00

 

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Parcheggio sulle strisce pedonali: quanto costa la multa?

Il parcheggio delle auto e dei veicoli a due ruote sugli attraversamenti pedonali è vietato ed è sanzionato dall'articolo 158 del Codice della Strada. Gli attraversamenti pedonali, le cosiddette strisce pedonali, sono riservati alla circolazione dei pedoni, per garantire loro la sicurezza dell'attraversamento, essendo gli automobilisti e i conducenti in genere obbligati a dar loro la precedenza (il pedone, comunque, ha sempre la precedenza anche se attraversa al di fuori degli attraversamenti pedonali, ma in tal caso può essere multato). L'attraversamento pedonale è, infatti, un percorso trasversale all'asse della carreggiata, destinato ai pedoni per camminare da un lato all'altro della carreggiata. 

  

Parcheggiare sugli attraversamenti pedonali o ciclabili, sui passaggi pedonali o allo sbocco degli stessi (individuati, ad esempio, da strisce che li delimitano dal resto della carreggiata in assenza di marciapiede) è passibile di multa. Il codice della strada, aggiornato agli importi del 2019 (aggiornati ogni due anni), prevede una sanzione di € 87,00 per la sosta dei veicoli in genere (esclusi ciclomotori e motocicli) e di € 41,00 per la sosta dei ciclomotori e dei motoveicoli a due ruote. Nel caso di pagamento anticipato effettuato entro i 5 giorni dalla notifica (ovvero prima di ogni notifica se tale pagamento è ammesso dall'ente che ha accertato la violazione e di cui il trasgressore è venuto a conoscenza tramite, ad esempio, il volantino di preavviso), l'importo è ridotto rispettivamente ad € 60,90 per i veicoli in genere (autovetture, autocarri, camper, etc) e di € 28,70 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote. Riepilogando:

  

Art.158 c.1 g) e c.5 CdS
(Ferma e sosta su passaggi 
e attraversamenti pedonali
o ciclabili)
Importo intero

Importo ridotto
(pagamento entro 
5 giorni o prima
della notifica
[se ammesso])

Oltre 60 giorni Limiti Edittali

Fermata e sosta di 

autovetture, autocarri e

veicoli non a due ruote 

€ 87,00 € 60,90 € 172,50 € 87,00 - € 345,00

ciclomotori e motoveicoli

a due ruote

€ 41,00 € 28,70 € 84,00 € 41,00 - € 168,00

 

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Multa per parcheggio in doppia fila. Si può anche

Il parcheggio delle auto e dei veicoli in genere in doppia fila (o terza etc) comporta una multa ai sensi del Codice della Strada. Infatti, parcheggiare in doppia fila costituisce intralcio alla circolazione e potenzialmente anche impedimento all'accesso ai veicoli affiancati ovvero impedimento alla manovra degli stessi. La sanzione per la sosta in doppia fila è prevista dall'articolo 158 comma 2 lettera c e comma 6 del Codice della Strada.

La sanzione è diversa a seconda del tipo di veicolo: sono  previsti due importi differenziati per i veicoli a due ruote (o comunque classificati alla stessa maniera dei due ruote [è il caso dei quadricicli leggeri classificati come ciclomotori]) e per i veicoli con più di due ruote che non siano classificati come motocicli (auto, autocarri, etc).Non sono previste decurtazioni punti.

Riepilogando:

  

Art.158 c.2 lett. c) e c.6 CdS
(Sosta in doppia fila)
Importo intero

Importo ridotto
(pagamento entro 
5 giorni o prima
della notifica
[se ammesso])

Oltre 60 giorni Limiti Edittali

Sosta di 

autovetture, autocarri e

veicoli non a due ruote 

€ 42,00 € 29,40 € 86,50 € 42,00 - € 173,00

ciclomotori e motoveicoli

a due ruote

€ 25,00 € 17,50 € 50,00 € 25,00 - € 100,00

 Il fenomeno del parcheggio in doppia fila è molto diffuso e su questa infrazione al Codice della Strada ci sono state anche sentenze di Cassazione che si sono espresse anche sul profilo penale costituito da questo comportamento. Infatti, oltre alla violazione amministrativa può configurarsi anche la violenza privata nei confronti di chi, possibilmente anche per ore, si ritrova a non poter uscire dal proprio parcheggio a causa di un'auto lasciata per parecchio tempo in doppia fila, quasi in stato di abbandono. La violenza deriva dalla limitazione o privazione della libertà di muoversi, di autoderminarsi, che il proprietario del veicolo bloccato ha subito.

Art. 610 Codice Penale

Chiunque, con violenza [581] o minaccia (1), costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa (2) è punito con la reclusione fino a quattro anni (3).

La pena è aumentata [64] se concorrono le condizioni prevedute dall'articolo 339.

Cass. pen. n. 17794/2017

Integra il delitto di violenza privata la condotta di colui che occupa il parcheggio riservato ad una specifica persona invalida in ragione del suo "status", impedendone l'accesso, e, quindi, privandola della libertà di determinazione e di azione. (Fattispecie in cui l'imputato aveva abusivamente occupato il parcheggio riservato ad uno specifico disabile dalle 10,40 del mattino alle 2 di notte, ora in cui l'autovettura veniva coattivamente rimossa dalla polizia locale).
 
[Non si tratta di un parcheggio in doppia fila, ma è cmq una violazione di codice della Strada che si è configurata anche come delitto in quanto ha violato l'articolo 610 del codice penale, in quanto il fatto di aver impedito al disabile di poter usare il proprio parcheggio ne ha limitato la libertà d'azione e determinazione]-
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Parcheggio davanti al passo carrabile: quanto costa la multa?

figura 78 reg cds

Il parcheggio delle auto e dei veicoli in genere davanti all'imbocco dei passi carrabili è vietato ed è sanzionato dal Codice della Strada, come previsto dall'articolo 158 commi 2 lettera a e comma 6. Per poter multare un veicolo in sosta davanti all'imbocco di un passo carrabile è necessario, però, che il lo stesso sia:

  1. segnalato regolarmente con l'apposito segnale rilasciato dal Comune, riportante il numero di passo carrabile
  2. il proprietario sia in regola con la concessione e la tassa [vedi articolo 22 CdS].

Non possono essere multati i veicoli in sosta davanti ai passi carrabili non regolarmente autorizzati. Importante è sapere che neanche il titolare della concessione del passo carrabile può lasciare la propria auto (o altro veicolo) davanti al passo carrabile. Inoltre, oltre alla multa è prevista la rimozione del veicolo. Se chi occupa il passo carrabile è presente e si rifiuta di spostare il veicolo, può essere denunciato ai sensi dell'articolo 650 codice penale per mancato rispetto di un ordine dell'autorità [Inosservanza dell'ordine dell'autorità].

 

Nel caso in cui l'accesso al passo carrabile sia impedito da auto poste dal lato opposto della strada, il divieto vale lo stesso e, pertanto, queste sono soggette a multa e rimozione. In ogni caso, però, il divieto deve essere ripetuto e segnalato sul lato opposto della strada.Non sono previste decurtazioni punti.

Riepilogando:

  

Art.158 c.2 lett. a) e c.6 CdS
(Sosta all'imbocco
dei passi carrabili)
Importo intero

Importo ridotto
(pagamento entro 
5 giorni o prima
della notifica
[se ammesso])

Oltre 60 giorni Limiti Edittali

Sosta di 

autovetture, autocarri e

veicoli non a due ruote 

€ 42,00 € 29,40 € 86,50 € 42,00 - € 173,00

ciclomotori e motoveicoli

a due ruote

€ 25,00 € 17,50 € 50,00 € 25,00 - € 100,00

 

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Reddito di Cittadinanza: come funziona, a chi spetterà.

RDC Immagine Presentazione

Reddito di Cittadinanza.

Pensione di Cittadinanza.
Quota100

Il consiglio dei Ministri n. 38 del 17 Gennaio 2019 ha approvato il D.L. DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI PENSIONI nel quale finalmente si da avvio al reddito di cittadinanza e al pensionamento con il criterio della Quota100 per il superamento dell'attuale sistema (cosiddetta legge Fornero).

 [PDF della presentazione sul sito del governo]

 

Il reddito di cittadinanza:
È una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve ad integrare i redditi familiari.
OBIETTIVI
  • Migliorare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro;
  • Aumentare l'occupazione;
  • Contrastare la povertà e le disuguaglianze
CHI NE HA DIRITTO?
Chi si trova al di sotto della soglia di povertà assoluta:
circa 5 milioni di persone. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole.
REQUISITI PER ACCEDERE AL RDC:
  • Essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  • ISEE inferiore a 9.360 euro annui;
  • Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui;
  •  Patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie con persone disabili
  • 255.000 nuclei familiari con disabili riceveranno il reddito di cittadinanza
ALCUNI ESEMPI
Una persona che vive da sola avrà fino a 780 al mese di RdC:fino a 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Una famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni avrà fino a 1.180 euro almese di RdC:fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo);

Una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne avrà fino a 1.280 euro al mese di RdC:fino a 1.000 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo);
Una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni avrà fino a 1.330 euro al mese di RdC:
fino a 1.050 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
RDC Tab Redditi Familiari
NORME ANTI-DIVANO
NESSUNO POTRÀ RESTARE SUL DIVANO.
TUTTI COLORO CHE SONO IN GRADO DI LAVORARE DOVRANNO ATTIVARSI
STIPULANDO IL PATTO PER IL LAVORO E IL PATTO PER LA FORMAZIONE.
Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi:
  • entro i primi 12 mesi, la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio.Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata, la 3° offerta potrà arrivare da tutta Italia;
  • dopo il 1° anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250km, mentre la 3° potrà arrivare da tutto il territorio nazionale;
  • dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.
Lo Stato resta al tuo fianco:
Per le famiglie con persone con disabilità, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.
RDC Congruita Offerta Lavoro
COME SI RICHIEDE IL RDC?
IL RDC SI PUÒ RICHIEDERE ALLE POSTE ITALIANE
sia direttamente all’ufficio postale che in via telematica, oppure al CAF.
L’INPS verifica se si è in possesso dei requisiti.
Il RdC viene erogato attraverso una normalissima prepagata di Poste Italiane (non sarà possibile utilizzarla per il gioco d’azzardo). Dopo l’accettazione, il beneficiario verrà contattato dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.
LA SQUADRA AL TUO SERVIZIO
I beneficiari del RdC non saranno soli. Abbiamo messo in campo una squadra che ti indirizzerà tenendo conto delle tue esigenze:
Se sei adeguatamente formato, dovrai siglare il Patto per il Lavoro con un Centro per l’Impiego o un’Agenzia per il Lavoro
Se hai bisogno di ulteriore formazione, siglerai il Patto per la Formazione con Enti di formazione bilaterale, Enti interprofessionali o Aziende
Se non sei in condizione di lavorare, siglerai il Patto per l’Inclusione Sociale che coinvolgerà sia i servizi sociali che i Centri per l’Impiego
Nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione, i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni, fino ad 8 ore settimanali gli individui con disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro
le persone che assistono figli di età inferiore ai 3 anni oppure individui non autosufficienti
REGOLE E SANZIONI
VIENE ESCLUSO DAL RDC CHI:
  • Non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale;
  • Non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione;
  • Non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni;
  • Rifiuta la terza offerta congrua;
  • Non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo;
  • Fornisce dati falsi. In questo caso, si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.
INCENTIVI AL LAVORO:
Sono previsti incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del RdC e per agevolare l’imprenditorialità.
Le imprese che assumono chi riceve il RdC potranno ottenere un incentivo pari alla differenza tra 18 mensilità e il numero di mensilità già ricevute dal beneficiario.
Esempi:
Marco assume Luca nella sua azienda. Luca è single e vive in affitto, quindi prende 780€ al mese di RdC. Fino a quel momento Luca aveva già ricevuto 2 mensilità di RdC. Marco potrà dunque avere un enorme sgravio contributivo per la sua azienda, pari a: (18-2) x 780 euro = 12.480 euro.
Luca riesce a coronare il suo sogno e ad avviare, dopo 10 mesi di fruizione di RdC, una propria attività lavorativa autonoma. In questo caso oltre alle prime 10 mensilità già ricevute,10 x 780 euro = 7.800 euro,
riceverà un ulteriore unico bonifico pari a 4.680 euro, ovvero 6 x 780 euro
INTRODUCIAMO LA PENSIONE DI CITTADINANZA PER I PENSIONATI CHE VIVONO SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ.
REQUISITI:
- ISEE familiare inferiore a 9.360 euro all’anno;
- patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30 mila euro;
- patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro, 8.000 se si è in coppia.
Esempio:
Un pensionato che vive da solo e non ha una casa di proprietà avrà una pensione di cittadinanza di 780 euro al mese: di cui 150 euro per pagare l’affitto;
 
Un pensionato che vive da solo e riceve solo una pensione di invalidità,al posto della sua pensione, riceverà la Pensione di Cittadinanza, che con una casa di proprietà è di 630 euro al mese;
 
Una coppia di pensionati che vive in un appartamento in affitto riceverà un’integrazione che permetterà loro di vivere con 1.032 euro al mese.
 

Quota100
Per il trienno 2019-2021 si favorirà il pensionamento di 1 milione di pensionati con un invesimento di 22 miliardi attraverso il meccanismo della quota 100. Il requisito anagrafico è di aver raggiunto i 62 anni di età ed aver maturato già 38 anni di contribuzione. Si andrà in pensione senza nessuna penalizzazione.
Per i lavoratori privati si potrà andare in pensione dal 1° Aprile 2019, avendo maturato al 31 dicembre 2018.
Sempre per i lavoratori privati, se i requisiti saranno maturati dopo il 1 Gennaio 2019, potranno andare in pensione dopo 3 mesi.

Lavoratori pubblici: per loro il pensionamento avverrà a partire dal 1 Agosto 2019 (se già maturati i requisiti all'entrata in vigore del provvedimento), mentre potranno andare in pensione dopo 6 mesi se maturati dopo il 1 febbraio 2019.

Lavoratori scuola ed Afam: dal 1 settembre, in linea con l'inizio dell'anno scolastico.

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Stop scatti età: pensione non legata all'aspettativas di vita
E' possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni
La pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo
La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasionale (5 mila euro max)
I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi
Fondo bilaterale per il ricambio generazionale: si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un'assunzione.
Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate)

Novità per pensioni in anticipo:
E' possibile andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, con 41 anni e 10 mesi se donne.
Maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi.
Le lavoratrici a 58 anni se dipendente e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31/12/2018 possono andare in pensione (opzione donna).
Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita.
I lavoratori precoci potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contribuiti
Il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

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APE SOCIALE

Periodo: 1 gennaio - 31 dicembre 2019
Indennità sostitutiva di "accompagnamento" alla pensione di vecchiaia (cioè fino al raggiungimento dell'età anagrafica necessaria per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia).
Si può accedere a questa indennità se hai compiuto 63 anni, con un requisito contributivo di 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (max 2) per le lavoratrici.

Pace contributiva. Nel triennio 2019-2021 sarà possibile riscattare, su richiesta, periodi di buco contributivo non obbligatori per massimo 5 anni. Il riscatto della laurea sarà a condizioni agevolate entro i 45 anni.
L'onere sarà detraibile del 50% in cinque quote annuali con rateizzazione fino a 60 rate mensili.

TFS.
Per tutti i pensionati pubblici (non solo quota 100) c'è la possibilità di avere subito (ora si aspettano 2-3 anni) l'anticipo di fine rapporto fino a 30 mila euro.

 
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Sottocategorie

Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari. (GU n.334 del 4-12-1982 )

Il Codice del Processo Amministrativo in vigore in Italia è stato approvato dal Decreto Legislativo 104 del 2 luglio 2010.

DECRETO LEGISLATIVO 2 luglio 2010, n. 104

Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo. (10G0127) (GU n.156 del 7-7-2010 - Suppl. Ordinario n. 148 )

note:Entrata in vigore del provvedimento: 16/09/2010

Codice Amministrazione Digitale. D. Lgs. 82 del 7 marzo 2005 Decreto Legislativo.

L'amministrazione digitale.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione; Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto l'articolo 10 della legge 29 luglio 2003, n. 229, recante interventi in materia di qualita' della regolazione, riassetto normativo e codificazione - legge di semplificazione 2001; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi; Visto il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, recante norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;

 

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; Visto il decreto legislativo 23 gennaio 2002, n. 10, recante attuazione della direttiva 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali; Vista la legge 9 gennaio 2004, n. 4, recante disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici; Visto il decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52, recante attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalita' di fatturazione in materia di IVA; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 novembre 2004; Esperita la procedura di notifica alla Commissione europea di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998, attuata dalla legge 21 giugno 1986, n. 317, cosi' come modificata dal decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427; Acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella riunione del 13 gennaio 2005; Sentito il Garante per la protezione dei dati personali; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 7 febbraio 2005; Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 marzo 2005; Sulla proposta del Ministro per l'innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dell'interno, con il Ministro della giustizia, con il Ministro delle attivita' produttive e con il Ministro delle comunicazioni;

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495

Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada. (GU n.303 del 28-12-1992 - Suppl. Ordinario n. 134 )

note:Entrata in vigore del decreto: 1-1-1993