Scienza & Tecnologia

In questa categoria una raccolta di interessanti articoli scientifici su nuove e vecchie scoperte e news sui ritrovati tecnologici più recenti.

Cubo di Rubik e proteine...

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[Creditis: Foto di croisy da Pixabay]

Una ricerca del mondo informatico per la risoluzione del cubo di rubik potrebbe avere importanti ricadute per l'analisi e la decifratura della struttura delle proteine. Infatti, lo sviluppo di un algoritmo più efficiente per la risoluzione del cubo di Rubik (partendo da una combinazione qualsiasi arrivare a ricombinare i cubetti per ottenere delle facce con colore uniforme), porterà degli ottimi risultati anche nel metodo di calcolo delle strutture proteiche. Qual è il nesso? Semplicemente l'approccio di calcolo che analizzi le varie possibili combinazioni. Tale risultato è stato ottenuto dal team di Pierre Baldi della Università della California ad Irvine. L'algoritmo sviluppato è stato chiamato DeepCubeA ed è riuscito a risolvere il problema delle facce del cubo di Rubik impiegando mena memoria RAM (e tempo) rispetto ai precedenti algoritmi. Questi risultati sono stati presentati al Workshop annuale sul Deep Learning tenuti a Copenaghen dal 7 all'11 Luglio 2019.

 

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Ricarica super veloce per smartphone: supercondensatori al posto della batteria

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Gli smartphone e gli altri dispositivi elettronici sono parte integrante della nostra vita quotidiana, tanto da aver cambiato il modo di relazionarsi con i propri amici, familiari e colleghi, con risvolti sociali che tutti noi conosciamo. Uno degli aspetti che più interessa agli utenti di smartphone è la durata della carica della batteria sia la velocità con cui si ricarica la stessa per poi poter riutilizzare il telefono. Le moderne batterie al litio cominciano, inoltre, a deteriorasi dopo i 1500 cicli di ricarica, per cui la durata e l'efficienza della batteria scendono con l'andare del tempo, fino a rendere necessario ricariche frequenti perché la batteria non mantiene più la carica.

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Italiane eccellenti in robotica (secondo RoboHub.org)

La ricerca italiana in campo robotico vanta due nuove eccellenze in campo internazionale: Cecilia Laschi e Barbara Mazzolai. La prima lavora alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa presso l'istituto di biorobotica ad un robot "soffice", ispirandosi al cefalopode per eccellenza: il polpo. Barbara Mazzolai, lavora invece presso l'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) ad un robot plantoide, ovvero ad un robot ispirato alle piante. Le due geniali donne sono state inserirte in un elenco di 25 eccellenze internazionali in campo robotico (elenco solo alfabetico e non classifica) daRoboHub (una piattaforma online non-profit che riunisice la community internazionali di quanti sono impegnati nella ricerca robotica). 

Cecilia Laschi (Foto) Barbara Mazzolai

 

 

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Obsolescenza programmata, che cos'è?

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L'obsolescenza programmata è una tecnica di invecchiamento precoce o imposto tramite lo studio della qualità dei materiali ovvero con l'implementazione di software che consumino sempre più risorse facendo in modo che un apparecchio tecnologico, sia esso una lavatrice ovvero un telefonino, abbia una vita breve rispetto al possibile, in modo da favorire il mercato dei modelli più recenti. Mentre un tempo le nostre nonne compravano una lavatrice in classe energetica Z (non esiste, ma è un modo per indicare che questo aspetto non veniva curato né evidenziato), con una durata della stessa che poteva arrivare anche a trent'anni, adesso, le lavatrici, come altri elettrodomestici e attrezzi tecnologici hanno una durata in pieno e corretto funzionamento di pochi anni. Capita di sentire parlare amici o di avere esperienza diretta di malfunzionamenti o rotture sopraggiunte qualche mese dopo la scadenza dei 24 mesi di garanzia obbligatoria. A cosa giova questa pratica illegale? Giova agli interessi delle aziende. Un ricambio frequente degli elettrodomestici favorisce le vendite e, quindi, i guadagni. Il marketing induce i consumatori a comprare l'ultimo modello, perché consuma meno energia, riesce a fare operazioni che gli altri non fanno. Nel mercato dei telefonini, così come dei computer, le aziende hanno praticato metodiche riduzioni delle prestazioni per indurre i consumatori a comprare nuovi modelli.

Immaginate se un telefonino durasse dieci anni. Sarebbero guai per le aziende. L'Antitrust italiano in questi giorni (ottobre 2018) ha comminato una pesante sanzione sia ad Apple che a Samsung, per pratiche scorrette ed illegali nell'ambito dei telefonini. Deterioramento programmato delle prestazioni causato dall'obbligatorio aggiornamento ai sistemi iOS più recenti anche per i modelli meno performanti, così come scarsa informazione sul corretto uso delle batterie al litio per garantirne una durata efficace maggiore. Dieci milioni di euro di multa comminata alla APPLE, cinque milione al gigante asiatico.

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SSD e HDD differenza e analogia fra i due tipi di memoria di massa

Il mercato dei computer, degli smartphone e della tecnologia in genere è in continua evoluzione. Parimenti, anche il settore delle memorie dei dispositivi è in continuo e galoppante evoluzione. Siamo passati dai floppy disk di 1,44 Mb (giusto per non andare troppo indietro nel tempo) alle pendrive, al cloud. Rivestono sempre grande importanza le memorie interne ai pc, ai notebook, i cosiddetti dischi fissi. Si parla di dischi, in inglese disk, perché finora questi dispositivi di memoria sono stati costituiti da dischi rivestiti da materiale magnetico che girano ad alta velocità (5400, 7200 giri al minuto sono le velocità solite) e vengono letti o scritti tramite testine sospese a pochissima distanza (millesimi di millimetro). A questi dischi classici, contenuti in box metallici che non fanno entrare polveri all'interno, si sono aggiunti adesso i dischi a stato solido. Cosa sono? I dischi a stato solido in effetti non sono affatto dei dischi ed il nome scelto serve solo a dare continuità concettuale al loro impiego. Infatti, si tratta di memorie di tipo quelle usate nei diffusi pen drive, costituite da uno o più chip elettronici per capacità che arrivano anche ai 256 Gb, 512 Gb o 1 Tb (terabyte). Non ci sono parti in movimento, nessun congegno meccanico sensibile agli urti improvvisi. I dati vengono memorizzati in celle di memoria elettronica che non necessitano di alimentazione per rimanerci e che possono essere cancellati e riscritti milioni di volte prima di esaurire la loro capacità di immagazzinamento.

hdd internal

Ecco un esempio di disco fisso HDD (Hard Disk Drive), in evidenza le parti meccaniche costituite dai dischi (pila di dischi) sulla cui superficie è steso uno strato (film) di materiale magnetico che cambia disposizione (orientamento magnetico) quando la testina posta sul braccio oscillante (dal centro all'esterno dei dischi) vi passa ed è percorsa da una corrente che la magnetizza.

Nei dischi a stato solido invece gli elementi che memorizzano le informazioni sono i chip di memoria (solitamente memoria NAND) che, quindi, immagazzinano dati in forma elettrica tramite la trasformazione permanente (ma reversibile) di miliardi di piccole unità di memoria. 

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Ricordiamo, infatti, che qualsiasi dispositivo in grado di memorizzare e rendere leggibile successivamente delle sequenze di 0 e 1 dette bit e raggruppate in insieme più grandi detti byte (leggi bait) e suoi multipli (kb kylobyte, Mb megabyte, Gb Gigabyte, Tb Terabyte) sono dispositivi di memoria. Sono informazioni codificate in codice binario.

Pro e contro:

  • gli SSD sono più veloci sia in scrittura che in lettura ma in genere sono meno capienti degli HDD. 
  • gli HDD sono più delicati e suscettibili agli urti e agli sbalzi di temperatura.
  • gli SSD presentano comunque dei danni da uso (ed anche da mancato uso) quale la comparsa di blocchi non funzionanti e peggio ancora di chip guasti nel giro di 4 anni.
  • il costo degli SSD rimane più alto a parità di capacità rispetto agli HDD.

Per gli SSD l'uso consigliato è quello per contenere il sistema operativo e i programmi installati (giochi inclusi) in quanto questo rende l'avvio e l'esecuzione più veloce. Gli HDD continuano ad essere affidabili e concretamente più vantaggiosi per la memorizzazione di dati. Resta sempre un grande consiglio da dare: se ci tieni ad una foto...stampala.

 

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Whatsapp non sarà più aggiornato per Windows Phone 8 e BlackBerry OS e 10.

whatsappWhatsapp, la famosa app di messaggistica instantanea annuncia che dal 31 Dicembre 2017 terminerà il supporto dell'app su Windows Phone 8 e BlackBerry. Questo non significa che l'app smetterà di funzionare ma  che non saranno aggiornate le versioni della app che girano su questi telefoni. In pratica le nuove funzionalità non verranno aggiunte nelle versioni della app che girano anche su questi telefoni. Progressivamente, quindi, potrebbe smettere di funzionare. Interessante è invece il termine del supporto su Nokia S40: esso durerà fino al 31 Dicembre 2018. Per le vecchie versioni di Android c'è tempo fino al 1 Febbraio 2020.

Riportiamo il testo pubblicato sul sito ufficiale di whatsapp:

Supporto per sistemi operativi meno recenti

WhatsApp non è più supportata sulle seguenti piattaforme:

  • Android versioni precedenti a 2.3.3
  • Windows Phone 7
  • iPhone 3GS/iOS 6
  • Nokia Symbian S60

Sulle seguenti piattaforme, non sarà più possibile creare un nuovo account WhatsApp né riverificare un account esistente. Tuttavia, potrai continuare a usare WhatsApp:

  • BlackBerry OS e BlackBerry 10 fino al 31 dicembre 2017
  • Windows Phone 8.0 e precedenti fino al 31 dicembre 2017
  • Nokia S40 fino al 31 dicembre 2018
  • Android versioni 2.3.7 e precedenti fino al 1 febbraio 2020

Nota: dal momento che non svilupperemo più attivamente per queste piattaforme, alcune funzionalità potrebbero smettere di funzionare in qualsiasi momento.

Queste piattaforme non offrono il tipo di performance necessario ad espandere le funzionalità della nostra applicazione in futuro. Se utilizzi uno dei dispositivi mobili elencati, consigliamo di aggiornare a una versione più recente di Android con OS 4.0+, Windows Phone 8.1+, o iPhone con iOS 7+ per continuare ad utilizzare WhatsApp.

Quando avrai uno di questi dispositivi, sarà sufficiente installare WhatsApp e verificare il proprio numero di telefono sul nuovo dispositivo. Tieni presente che WhatsApp può essere attivata con un unico numero di telefono e su un solo dispositivo alla volta.

Al momento, non è possibile trasferire la cronologia chat tra diverse piattaforme. Tuttavia, forniamo la possibilità di inviare la cronologia chat in allegato ad una email. Scopri come esportare la cronologia chat su: 

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Sottocategorie

Notizie sullo spazio, astronomia, astrofisica, esobiologia.

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