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Dopo la tragedia di Palermo il Garante Privacy ha bloccato (di fatto) Tik Tok

Riportiamo interamente la notizia del Garante Privacy che dopo la tragedia della bambina di Palermo ha voluto dare un segnale forte. [Fonte: GarantePrivacy.it la news]

tiktok rid

Tik Tok: dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica.

L’Autorità ha deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo.

Il Garante già a dicembre aveva contestato a Tik Tok una serie di violazioni: scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

In attesa di ricevere il riscontro richiesto con l’atto di contestazione, l’Autorità ha deciso comunque l’ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

L’Autorità ha dunque vietato a Tik Tok l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”.

Il divieto durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni.

Il provvedimento di blocco verrà portato all’attenzione dell’Autorità irlandese, considerato che recentemente Tik Tok ha comunicato di avere fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda.

Roma, 22 gennaio 2021

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Sindaco sardo "abolisce" la chat del gruppo delle mamme.

 

Un simpatico sindaco di un paesino sardo, Desulo, ha avuto una trovata molto simpatica: ha pubblicato sul proprio profilo facebook una finta ordinanza con cui abolisce la chat della mamme, ovvero delle zie, nonne, maestre etc.

Littarru abolizione chat mamme

Nell'approssimarsi della riapertura delle scuole credo che questa ordinanza possa servire.
OGGETTO: ABOLIZIONE DEI GRUPPI WHATSAPP DELLE MAMME
I L  S I N D A C O
Considerato che la grande maggioranza di cittadini è in possesso di uno o più smartphone e che l’applicazione Whatsapp è installata sulla maggior parte degli smartphone in possesso dei cittadini
Considerato che la piattaforma Whatsapp può essere usata come uno strumento valido di comunicazione e scambio di messaggi e/o documenti soprattutto mediante lo strumento dei gruppi
Constatato altresì che la gran parte dei genitori soprattutto di sesso femminile (ai quali spesso si aggiungono nonne e zie e maestre) ne fa un uso massiccio e talvolta sconsiderato soprattutto per comunicazioni riguardanti la scuola
Preso atto purtroppo che la gran parte dei messaggi scambiati in questi cosiddetti “gruppi mamme” consiste di pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive, (dall’unghia incarnita al graffio sottocutaneo, dalla tinta della copertina del quaderno alla pasta stracotta della Mensa, fino ad arrivare al terra piattismo, no VAX, no TAC, no FAX noSTICAZ etc. etc.)
Tenuto conto che l’attuale incertezza in materia di riapertura delle scuole causata dalla situazione sanitaria in atto potrebbe causare una esplosione di messaggi ed esternazioni in grado di confondere ancora di più la cittadinanza lasciando i genitori padri in balia delle schizofrenie delle mamme nonché di riflettersi negativamente sia sul personale docente che quello non docente
Constatato purtroppo che , immancabilmente, immutatamene, la responsabilità viene imputata al sottoscritto (“La colpa è sempre del Sindaco”)
Al fine di preservare la salute mentale degli studenti, del personale docente, dei genitori di sesso maschile, costretti a sopportare le peggiori schizofrenie, e comunque della cittadinanza tutta,
O R D I N A
1) Alle mamme, zie e nonne il divieto di utilizzo degli attuali gruppi medesimi nonché il divieto assoluto di creare nuovi cosiddetti “gruppi mamme” o analoghi
2) La violazione della presente ordinanza sarà punita con il sequestro dello smartphone e con la sospensione dell’account Whatsapp fino al termine dell’anno scolastico
I N F O R M A
Che avverso il presente provvedimento NON E’ ammesso ricorso al T.A.R. perché contrariamente a quanto pensino le mamme, il Sindaco HA SEMPRE RAGIONE.
Il Sindaco
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Truffa su Whatsapp: i buoni Alitalia!

Periodicamente su whatsapp circolano dei buoni regalo imperdibili, apparentemente regalati a sorteggio dall'azienda sponsor, ma che in realtà sono truffe o quanto meno tentativi di rubare dei dati.  Infatti, sotto le mentite spoglie di concorso a premi, in realtà si cela un banale tentativo per far digitare ai concorrenti quanti più dati personali possibili quali il numero di telefono, l'email, l'indirizzo, le preferenze personali etc per poi tempestarli di pubblicità aggressive.

L'utente ignaro inserisce i dati, convinto di partecipare all'estrazione di qualche buono spesa o nel caso di Alitalia di qualche biglietto per un vantaggio. Alla fine si ritroverà ad aver perso una decina di minuti per compilare i vari moduli (form) di inserimento dati e nel giro di qualche giorno avrà la casella email intasata di offerte. alitalia buoni cash

Ecco come appare il link truffa per i biglietti Alitalia. Lo stile è sempre lo stesso (vedi articolo sui buoni Conad): riquadro immagine con logo o richiamo all'azienda. Accanto all'immagine la scritta dell'offerta imperdibile con il nome ufficiale del sito ( non si può cliccare su alitalia.it), mentre l'unico link cliccabile è riportato sotto e rimanda ad un sito .cash (estensione di nome di sito internet) che poi rimanda ad altro sito. La struttura del link al sito truffa è: http:// nome azienda .com seguito dal resto dell'indirizzo. La parte iniziale dell'indirizzo richiama l'azienda ed inganna l'utente che è indotto a cliccare. Dopo aver cliccato si viene reindirizzati ad un altro sito collegato all'iniziativa truffa:

alitalia buoni sito

Colori, illustrazioni e messaggi richiamano ancora il sito che subito si congratula e chiede se si vuole partecipare al concorso per vincere dei biglietti. Cliccando su "Whatsapp" come mezzo sul quale si è venuto a conoscenze, si è invitati a rispondere a delle domande.

alitalia domanda ti piace

Seguono altre schermate dove viene chiesta la frequenza dei voli etc...L'invito successivo è quello di inviare ad almeno 20 amici questa offerta...Infine si apre una schermata che nulla ha a che vedere con il premio offerto: congratulazioni, hai vinto i buoni amazon!! Come vedete siamo andati a finire su tutt'altro sito... 

alitalia wp to sale buoni amazon

 

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Stop ai gruppi whatsapp indesiderati.

whatsapp

Whatsapp è di gran lunga il social di messaggistica istantanea più usato in Italia e nel Mondo. Miliardi di persone usano questo prezioso strumento di comunicazione. La società proprietaria dell'app corre ai ripari per garantire i propri utenti dall'uso indiscriminato della app. Qualche settimana fa è stata introdotta la limitazione del numero massimo di contatti a cui poter inoltrare un messaggio per evitare la diffusione di notizie virali e fake news.

 

Adesso, il portale specializzato WabetaInfo annuncia che Whatsapp sta lavorando ad un sistema di inserimento nei gruppi whatsapp con invito: l'utente potrà accettare o rifiutare l'invito a partecipare ad una conversazione di gruppo. La privacy diventa fondamentale in un mondo iperconnesso. L'essere inserito in un gruppo comporta la visibilità del proprio numero di telefono agli altri partecipanti. Se poi abbiamo impostato come immagine del profilo whatsapp una foto che ci raffiguri, il gioco è fatto per essere riconosciuti. 

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Whatsapp limita a 5 il numero di contatti a cui poter inoltrare un messaggio

catena 2 1

Come riportato sul blog ufficiale, per contrastare la diffusione delle bufale che con termini inglesi vengono chiamate "fake news" (notizie false), Whatsapp corre ai ripari limitando il numero di persone a cui poter inoltrare uno stesso messaggio. In via sperimentale in Asia (in India in particolare) era stata attivata questa limitazione, riducendo a 20 contatti il numero massimo di inoltri di uno stesso messaggio.

Adesso, tale limite sarà ulteriormente ridotto e la sua applicazione estesa a tutto il globo. Già disponibile nella versione android scaricabile o aggiornabile tramite il PlayStore, in fase di definizione per il mondo Apple. Perché la necessità di questa limitazione? Purtroppo, le cosiddette Catene di Sant'Antonio non smettono mai di circolare:
c'è chi crede ad un appello privo di data per donare sangue ad un bambino;
c'è chi da credito agli improbabili personaggi che rivelano retroscena delittuosi della politica;
c'è chi manda semplicemente barzellette etc...
poi ci sono quelli più innocui, ma non meno fastidiosi: i galli del buongiorno. Sono quelle persone che mandano il disegnino, la vignetta, la foto o il video per augurare il buongiorno.


Per tutti questi adesso sarà più difficile l'inoltro contemporaneo. Cosa succederà, però, per le liste broadcast (liste di distribuzione) ed i gruppi? A quando la segnalazione di un contatto come "molestatore"? Non ci resta che scrivere: condividi questo messaggio, fallo diventare una catena :-D

 

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La truffa dei buoni Conad su Whatsapp

 

 

Periodicamente su Whatsapp girano dei link truffa con offerte da non perdere. In questi giorni sta girando nuovamente una truffa che ha per oggetto inesistenti buoni Conad. Il messaggio arriva da un contatto, che sia un amico, un parente o semplicemente un conoscente di cui abbiamo il numero in rubrica. "L'ho appena preso" è la dicitura. Come per ogni truffa ben architettata, il messaggio sembra essere originale. Viene usato il nome ed il logo della nota catena di supermercati, per invogliare a cliccare sul link. Per avvalorare la finta provenienza da conad.it del messaggio, i truffatori scrivono "Per festeggiare il nostro 30esimo compleanno stiamo regalando 1000 buoni da 150 euro" e riportano sotto conad.it ed accanto il marchio con la margherita gialla.

truffa buoni conad

 

 

Facendo un pò di attenzione in più, il link appare subito sospetto. Infatti, solo apparentemente rimanda al sito Conad. Infatti, il .com che segue il nome Conad non è reale. L'indirizzo completo è, infatti, .com-cash.win per cui si tratta di un sottosito del sito principale com-cash.win. Su internet i nomi dei siti sono indicati con lettere e numeri per essere più facilmente ricordati dalle persone. Questi poi vengono tradotti in sequenze di numeri da appositi computer detti DNS Server che contengono le corrispondenze "nomesito"-"indirizzo IP del sito". Negli ultimi anni, accanto ai classici .it, .com, .org etc si sono diffusi tanti altri tipi di nomi di siti (nomi di dominio), come .win in questo caso. Quindi, solo in apparenza l'indirizzo rimanda a .com (com=commerciale), mentre invece il sito nulla ha a che fare con il marchio.
Chi ha mandato il messaggio è spesso inconsapevole. Appena cliccano il messaggio si diffonde ai contatti, senza che il mittente lo sappia o possa fermarlo. Quindi, per non annoiare i vostri amici, non cliccateci su. Cosa potrebbe succedere? In generale nulla di preoccupante, ma se chi ha costruito il sito è un malintenzionato esperto potrebbe aver inserito nel sito un virus informatico, cioè uno di quei programmi dannosi che rubano dati, cancellano e bloccano telefoni e computer etc. Un'altra insidia è, però, nascosta.

Per vedere cosa succede cliccando sul link, abbiamo usato un browser sicuro in ambiente linux (sistema operativo alternativo a Windows, gratuito e più sicuro). Ecco la schermata:
truffa conad questionario2

Il sito è falso. Si tratta di un sito con estensione .money (quindi né .it né .com). Il nome del sito è corn-free (un nome che significa letteralmente "senza mais"!). Il problema è che vi coinvolgono in un questionario, portandovi gradualmente a inserire i vostri dati. Giustamente, come fare per ricevere il buono?

Ci vogliono i dati personali, quelli veri. Nome, cognome, indirizzo etc.. Così facendo raccolgono i dati per venderseli a chissà chi. Inserendo il vostro indirizzo email comincerete a ricevere comunicazioni che sembra sempre più reali, perché sarete indicati con nome e cognome. Queste comunicazioni possono sembrare richiesta dalla banca, dall'inps, dalle poste etc...Ecco perché sono rischiosi questi siti. E' giusto saperlo e farlo sapere. :-)

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