Salute

La cubo medusa (box jellyfish): velenosa e mortale

cubomedusa

Dove si trova la cubo medusa? Che cos'è?

La brutta notizia di una bambina romana morta nelle Filippine a causa del contatto con una cubo medusa, complice l'assenza di kit di primo soccorso ed il ritardo nell'arrivo all'ospedale, ci fanno chiedere su cosa sia questa velenosa specie di medusa, dove si trovi e se è possibile contrastarla. La cubo medusa è una specie velenosa di questi esseri marini dall'aspetto a volte affascinante ma dalla grande pericolosità. Si tratta di meduse diffuse nella fascia tropicale del pianeta e sono caratterizzate dalla forma a scatola del loro "ombrello", come viene chiamata la parte del corpo da cui si diramano i tentacoli. Sui tentacoli sono presenti centinaia di migliaia di cnidociti (strutture che contengono i velenosi nematocisti). I nematocisti sono organi di difesa / attacco per questi organismi primordiali che si trovano nei mari terrestri. Al contatto con la pelle degli altri esseri viventi, umani ed animali in genere, i nematocisti liberano come molle dei filamenti arpionati (tante piccole frecce) che unitamente a delle tossine rilasciate dalla stessa struttura provocano una ustione chimica della pelle e un azione paralizzante sul sistema nervoso della vittima ed altri effetti nefasti sull'apparato respiratorio e circolatorio. La tossicità varia di specie in specie. In queste cubomeduse è molto alta e, purtroppo, anche mortale.

Come intervenire se si viene a contatto con queste meduse?

Nematocisti: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23064809

 

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Il caffè ritenuto cancerogeno in California.

Ansa.it Newscaffe semi chicchi

La bevanda più amata dagli italiani, il caffé caldo ed invitante, viene ritenuto probabile cancerogeno secondo alcune ricerche scientifiche. La verità scientifica che sta dietro a questa affermazione è legata ad una sostanza che si sviluppa alle alte temperature della torrefazione: l'acrilammide. E' per tale motivo che un giudice californiano ha imposto alle aziende produttrici e soprattutto alle grandi catene come Starbucks di apporre la dicitura sui rischi di sviluppo del cancro che il consumo di caffé comporta. Un pò come per le sigarette.[Ansa.it]

L'acrilammide è una sostanza mutagena, possibilmente cancerogena, che per la sua natura elettrochimica si lega facilmente a composti biologici presenti nel corpo umano. Ecco perché è ritenuta rischiosa. Essa si sviluppa in diverse situazioni, fra cui la frittura (di patate ad esempio) oltre il punto di fumo, cioè oltre la temperatura a cui l'olio usato per la frittura comincia a vaporizzare.

 

Da wikipedia:

L'acrilammide, o propenammide, è l'ammide dell'acido acrilico. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore o leggermente bianco, solubile in acqua con reazione fortemente endotermica, avente odore non percettibile o leggermente ammoniacale, che in forma pulverulenta viene facilmente inalato con effetti potenzialmente molto pericolosi. Viene industrialmente preparata per idrolisi dell'acrilonitrile con idratasi nitrilica.

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Whatsapp per prenotare visite all'Ospedale Giglio di Cefalù

whatsappDall'8 Gennaio 2018 sarà attivo il numero telefonico 335 7888606 via whatsapp a cui gli utenti potranno inviare la richiesta del medico di medicina generale e attendere la risposta con la data e l’ora della prenotazione. Forti del successo del sistema di prenotazione online attraverso il sito ospedalegiglio.it che ha registrato più di 30 mila richieste dal novembre 2015, della collaborazione tramite gli uffici URP dei comuni del circondario per l'invio delle richieste per conto dei pazienti più anziani, l'Ospedale adesso attiva il sistema di invio richiesta e comunicazione prenotazione attraverso la nota applicazione di messaggistica istantanea.

Per evadere la richiesta potranno passare 72 ore. Il sistema di prenotazione è operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e non sostituisce ma affianca il numero telefonico dedicato alle prenotazioni: 0921 920502. Ripristinato anche il numero di fax per le prenotazioni: 800 07 97 09

 

Riepilogando, per prenotare si hanno a disposizione:

  1. Sportello dal lunedì al giovedì dalle ore 8 alle 17 e il venerdì dalle 8 alle 14.
  2. Linea telefonica 0921920502 - dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13
  3. Whatsapp al numero: 335 7888606
  4. Dal sito web: Prenotazioni.
  5. Fax al numero 800 079709
  6. Ufficio Relazioni con il pubblico dei Comuni limitrofi

 

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Come si trasmette la malaria? Quali sintomi ha la malaria? Come si cura?

Fonte: Sito istituzionale dell'Isituto Superiore della Sanità http://www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/malaria.asp

 

La malaria è una malattia infettiva che in Italia si ritiene sconfitta dagli anni cinquanta. Il caso della povera piccola di 4 anni morta all'ospedale di Brescia suscita oltre al dolore per la morte di una bimba, anche lo sgomento per l'apparente origine della malattia stessa. Infatti, si è detto e scritto in queste ore che la bambina abbia contratto il virus qui in Italia, non essendo stata di recente in paesi tropicali o altro Paese dove comunque è ancora diffusa la malattia. Questo desta naturalmente preoccupazione, per una recrudescenza del fenomeno malarico. Da quanto riportato sulle testate giornalistiche, però, insospettisce il fatto che la bambina sia stata ricoverata per diabete infantile in una struttura in cui erano presenti altri due bambini malati di malaria (e poi fortunatamente guariti). I veterinari escludono che una zanzara nostrana abbia potuto fare da vettore... [vedi articolo Repubblica.it]

Anopheles gambiae mosquito feeding 1354.p lores

Come si trasmette la malaria?

Responsabile dell'infezione sono alcune specie di protozoi (organismi unicellulari) trasportati da zanzare appartenenti alla specie Anopheles. Questi protozoi, detti plasmodi (furono isolati nel plasma sangLa malaria è una malattia infettiva che in Italia si ritiene sconfitta dagli anni cinquanta. Il caso della povera piccola di 4 anni morta all'ospedale di Brescia suscita oltre al dolore per la morte di una bimba, anche lo sgomento per l'apparente origine della malattia stessa. Infatti, si è detto e scritto in queste ore che la bambina abbia contratto il virus qui in Italia, non essendo stata di recente in paesi tropicali o altro dove comunque è ancora diffusa la malattia. Questo desta naturalmente preoccupazione, per una recrudescenza del fenomeno malarico.

 

Quali sintomi ha la malaria? (Comparsa dei sintomi della malattia) - [dal sito dell'istituto superiore della sanità]

La comparsa dei sintomi dipende da fattori diversi, i cui più importanti sono la specie plasmodiale e la carica infettante. In linea di massima, i sintomi della malaria da P. falciparum appaiono da 7 a 14 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta e sono di varia natura, (mal di testa, vomito, diarrea (sudorazioni e tremori, ecc), comuni, almeno inizialmente, a quelli un’ influenza o ad altre infezioni, ma comunque sempre accompagnati da febbre elevata. La malaria da P. falciparum arriva a essere letale distruggendo i globuli rossi e quindi causando una forte anemia ma soprattutto ostruendo i capillari che irrorano il cervello (in questo caso si tratta di malaria cerebrale) o altri organi vitali (in genere, ma non sempre, gli accessi febbrili si presentano ciclicamente seguendo il ciclo stesso di riproduzione e moltiplicazione del parassita).

Le forme di malaria dovute agli altri parassiti sono decisamente meno gravi. I sintomi possono presentarsi anche con qualche giorno di ritardo rispetto a P. falciparum, ma soprattutto P. vivax e P. ovale possono dare recidive a distanza di qualche mese dall’attacco primario, per via di alcune forme che rimangono silenti nel fegato (ipnozoiti) per periodi dipendenti dalla specie (soprattutto P. ovale può riapparire dopo molti mesi) e dal ceppo plasmodiale. P. malariae può invece dare recrudescenze anche a distanza di anni, per via di forme che rimangono vitali nel circolo ematico, evadendo le difese immunitarie e causando un nuovo accesso malarico quando queste si abbassano per motivi diversi.

 

Come si cura?

I soggetti più a rischio sono le donne incinte (soprattutto nelle prime settimane) e i neonati.Al momento non ci sono vaccini, nonostante gli sforzi di alcune associazioni. Ci sono diversi tipi di malaria e conseguentemente diversi farmaci per curarla o contrastarla. Purtroppo, oltre ad alcune forme resistenti ai farmaci ci sono sia complicanze a carico di vari organi del corpo e forme molte acute che possono portare alla morte in poche ore o giorni. Farmaci di nuova concezione e sviluppo riescono a curare nelle forme non acute anche le varianti resistenti sviluppatesi a causa dell'uso incontrollato dei vecchi farmaci.

Come si previene?
Nei casi di viaggi in paesi a rischio, la principale forma di prevenzione consiste nel prevenire la puntura da zanzare, con spray repellenti, vestiti repellenti e misure per allontanare questi maledetti insetti.

 

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Ospedale Giglio di Cefalù: rafforzata l'equipe di senologia.

breast cancer radiografiaCome riportato sul sito dell'Ospedale cefaludese, è stata rafforzata la squadra che tratta la chirurgia al seno con l'arrivo di un noto medico chirurgo specializzatosi presso strutture all'avanguardia quali IEO di Milano sotto la direzione del compianto Prof. Umberto Veronesi ed altre strutture di eccellenza italiana.

A completare la squadra arriva, dalla Lombardia, Roberto Gennari, con una vasta esperienza in chirurgia senologia maturata all’IEO di Milano, sotto la direzione del professore Umberto Veronesi, alla Fondazione Maugeri di Pavia, sotto la direzione del professore Alberto Costa, e con l’idoneità come full professor per la Breast Cancer Surgery ottenuta presso la facoltà di medicina di Aachen in Germania.

Il dottor Gennari ha all'attivo oltre tre mila interventi chirurgici alla mammella, sia in fase demolitiva (asportazione cancro) che in fase ricostruttiva (con tecniche di chirurgia oncologica). L'attenzione del dottore è anche rivolta agli aspetti estetici nella ricostruzione del seno delle donne sottoposte all'intervento.

L'equipe che costituisce la Breast Unit (Unità di senologia), è diretta dal senologo Ildebrando D'Angelo ed è composta da un gruppo di medici e tecnici con varie competenze

Il testo della notizia qui.

 

[Immagine di una radiografia mammaria a solo scopo illustrativo -Fonte: Web Licenza: Pubblica Dominio]

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Attenti agli anemoni come alle meduse

anemone

In caso di contatto con una medusa o un anemone di mare, cosa bisogna fare per ridurre le conseguenze e attutire il dolore? Mentre noi tutti conosciamo le meduse, per la loro fama di ustionatrici (lesione tipo ustione provocata da sostanza tossica rilasciata da vescicolette che si trovano sui tentacoli), un numero minore di noi sa che anche i simpatici spaghetti di mare (gli anemoni), sono pericolosi se urtati, soprattutto per i bambini. Nelle spiagge ricche di scogli, questi organismi acquatici che stanno ancorati alla roccia, ondeggiano secondo l'andamento del mare, ed attraggono vuoi per la forma vuoi perché richiamano le immagini di film d'animazione famosi come "Alla ricerca di Nemo". Toccando leggermente i tentacolini di questi organismi, non accade nulla di particolare in genere, mentre toccando con più forza o schiacchiandoli si viene investiti da un liquido urticante e ustionante, simile a quello delle meduse.

Cosa fare in questi casi?

Come riportato negli autorevoli articoli di Corriere.it, nei quali a parlare sono dermatologi,  occorre:

- Sciacquare con acqua di mare velocemente rimuovendo gli eventuali tentacoli appiccicati alla pelle (per la rimozione ci si può aiutare con il dorso della lama di un coltello, cioè la parte non tagliente; ovvero una carta di credito usata come raschietto, avendo cura di non schiacciarli ulteriormente)

- Applicare un gel astringente al cloruro di alluminio (soluzione al 5%) che si dovrebbe avere con sè.

- Consultare il pediatra o il medico di famiglia, che prescriverà una pomata al cortisone ed eventualmente, in caso di ferita - bruciatura estesa, somministrerà anche un antistaminico.

- In caso di complicazioni che possono insorgere in soggetti sensibili, quali difficoltà respiratorie, reazione cutanea diffusa, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione chiamare il 118 o andare immediatamente al pronto soccorso per reazione avversa (si rischia choc anafilattico).

- Non esporre al sole la parte interessata nei giorni successivi. I raggi ultravioletti potrebbero portare ad una maggiore colorazione delle nuove cellule (iperpigmentazione) e in concomitanza all'uso di pomata al cortisone si possono sviluppare foto-tossine.

 

- Come da consigli nella secondo link, si deve evitare di ricorrere ai rimedi antichi come urinare (l'urina contiene batteri), applicare ammoniaca, applicare aceto. Non strofinare (rottura nematocisti). [Di differente avviso, invece, l'articolo di DermatologyResearch [qui], nel quale si ritiene sempre efficace l'uso dei vecchi rimedi dei pescatori, e cioè urina, ammoniaca,aceto,ghiaccio]

Dal punto di vista terapeutico non esistono antisieri specifici per l’avvelenamento da Celenterati (ad eccezione che per la medusa Chironex fleckeri, non Mediterranea). Alcuni vecchi rimedi usati dai pescatori si rivelano sempre validi: aceto, urina, ammoniaca, formaldeide e ghiaccio. Bisogna evitare l’uso di acqua dolce, che, essendo ipotonica, fa scoppiare le nematocisti; si possono impiegare invece acqua di mare o acqua salata calda. I tentacoli vanno rimossi dalla cute con guanti spessi dopo averli agglomerati con sabbia, farina o talco. Nel caso sia colpito un arto, può essere impiegato un laccio emostatico. Oltre ai corticosteroidi topici, si usano corticosteroidi e antistaminici per via generale. Nei casi più severi è consigliabile l’ospedalizzazione. [da DermatologyResearch]

Fonti web:

Corriere.it consigli medici

Corriere.it - Decalogo di un dermatologo.

NationalGeographic.it [cosa è un anemone di mare, quante specie ci sono]

DermatologyResearch.it Sito ufficiale della Clinica di Dermatologia della Università Federico II di Napoli

Relatori articolo di DermatologyResearch.it 

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