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Scienza

Programmare i batteri come computer

Quella che sembrava una notizia da pesce d'aprile, apparsa sui giornali proprio il primo giorno del mese di aprile 2016, si rivela invece una notizia fondata, basata su articoli scientifici pubblicati sulla prestigiosa rivista Science: la possibilità di programmare dei batteri con un vero e proprio linguaggio di programmazione, sviluppato dal MIT. Nel famoso e più prolifico polo tecnologico universitario del mondo occidentale (adesso il suo primato è insidiato dalla ricerca scientifica e tecnologica dei giganti asiatici) è stato sviluppato un linguaggio di programmazione per poter codificare circuiti biologici su batteri, inserendo così delle sequenze di DNA opportune. MIT Program Bacteria 0

I ricercatori sono quindi riusciti a inserire porte logiche (come nei circuiti elettronici dei PC)

e dei sensori (rilevatori di ossigeno, di acidità, di glucosio e anche di luce. Il noto batterio Escherichia Coli (presente nei laboratori ma anche nel corpo umano), è stato riprogrammato con successo implementando così anche una serie di circuiti biologici di cui 45 funzionanti a primo tentativo (su 60). Si apre una nuova era nella ingegneria genetica e nel campo farmacologico. Infatti, i batteri potranno essere modificati benevolemente (ma anche negativamente purtroppo), per produrre e veicolare farmaci o per migliorare alcune caratteristiche biologiche degli esseri viventi (soprattutto piante). L'aspetto sicuramente positivo sarà quello di produrre farmaci o addirittura far guarire gli uomini da malattie riprogrammando il DNA.

Notizia originale sul sito del MIT: http://news.mit.edu/2016/programming-language-living-cells-bacteria-0331

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