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Scienza

Nanoparticelle d'oro contro il tumore al pancreas

Un articolo pubblicato sulla sezione nanotecnologie della prestigiosa rivista della ACS (American Chemistry Society - Società America di Chimica) illustra una tecnica di contrasto molto efficace dell'adenocarcinoma del dotto pancreatico. Nanoparticelle d'oro (AuNPs - Aurum Nanoparticles) inbisce la moltiplicazione e proliferazione delle cellule PCCs (Pancreatic Cancer Cells - Cellule pancreatiche cancerose) e delle cellule PSC (Pancreatic Stellate Cells - Cellule pancreatiche stellate) interrompendo la comunicazione bidirezionale tramite le cellule secretoma. L'articolo originale è complesso e non lo tradurremo. Per chi volesse approfondire cliccare sul link sottostante.

 

Cellule pancreatiche stellate e cancerose
Comunicazione bidirezionale fra cellule cancerose dell'adenocarcinoma del dotto pancreatico e le cellule pancreatiche stellate

Qui l'abstract dell'articolo.

Altered tumor microenvironment (TME) arising from a bidirectional crosstalk between the pancreatic cancer cells (PCCs) and the pancreatic stellate cells (PSCs) is implicated in the dismal prognosis in pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC), yet effective strategies to disrupt the crosstalk is lacking. Here, we demonstrate that gold nanoparticles (AuNPs) inhibit proliferation and migration of both PCCs and PSCs by disrupting the bidirectional communication via alteration of the cell secretome. Analyzing the key proteins identified from a functional network of AuNP-altered secretome in PCCs and PSCs, we demonstrate that AuNPs impair secretions of major hub node proteins in both cell types and transform activated PSCs toward a lipid-rich quiescent phenotype. By reducing activation of PSCs, AuNPs inhibit matrix deposition, enhance angiogenesis, and inhibit tumor growth in an orthotopic co-implantation model in vivo. Auto- and heteroregulations of secretory growth factors/cytokines are disrupted by AuNPs resulting in reprogramming of the TME. By utilizing a kinase dead mutant of IRE1-α, we demonstrate that AuNPs alter the cellular secretome through the ER-stress-regulated IRE1-dependent decay pathway (RIDD) and identify endostatin and matrix metalloproteinase 9 as putative RIDD targets. Thus, AuNPs could potentially be utilized as a tool to effectively interrogate bidirectional communications in the tumor microenvironment, reprogram it, and inhibit tumor growth by its therapeutic function.

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Correre scioglie i grassi, anche grazie all'irisina (ormone).

012 escobar jurek

Correre e fare attività sportiva in genere fa bene per tanti motivi: ci tiene in forma, rafforza il cuore e i muscoli e scioglie i grassi. Come se non bastasse, la scienza scopre che a far sciogliere i grassi concorre un ormone denominato

</p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times; font-size: 14pt;">Prodotta in grande quantità dal tessuto muscolare umano durante le attività sportive, la molecola è in grado di operare il meccanismo molecolare detto "browning", ovvero di conversione della cellula adiposa bianca in cellula adiposa bruna. Pare inoltre coinvolta nell'aumento della densità minerale ossea dell'osso corticale, nell'aumento della funzione endoteliale nell'obesità e nel diabete mellito di tipo 2 e nell'angiogenesi." title="Irisina">irisina che accelera il metabolismo dei grassi riducendo quelli "cattivi". Un team di scienziati, guidati da Lin Yun Yang ha condotto un esperimento su dei gruppi di cellule adipose (grasse) donate da persone che si erano sottoposti a riduzione del seno (mastoplatica riduttiva). Su queste cellule è stato "spruzzato" l'ormone irisina ed è subito emerso che rispetto al gruppo di controllo (cellule non sottoposte ad alcun trattamento), i livelli della proteina UCP1 erano 5 volti maggiori. La proteina UCP1 ha un ruolo fondamentale nel bruciare i grassi. sopprimendo la formazione successiva, mostrando la capacità di ridurre il numero di cellule adipose mature dal 20 al 60 percento, sempre rispetto al gruppo di controllo. numero delle cellule adipose mature dal 20 al 60% rispetto a un gruppo di controllo.
Secondo quanto spiega la ricercatrice Li-Jun Yang, l'irisina inibisce la formazione di cellule adipose e indirizza le cellule staminali (che sono sostanzialmente le cellule giovanissime, ancora non differenziate) a diventare cellule che formano le ossa, irrobustendo quindi l'apparato scheletrico.

Fonte: Ansa - qui

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Tumore al polmone: farmaci mirati evitano chemioterapia (nei casi valutabili dai medici)

what is lung cancerSecondo i risultati dello studio Keynote-024 (vedi sotto), che ha coinvolto 305 pazienti, presentato al congresso della società europea di medicina oncologica (ESMO) e pubblicato sul New England Journal of Medicine, la sperimentazione di un farmaco di nuova concezione contro i tumori al polmone ha ridotto del 40% il tasso di mortalità associato a questa infausta malattia. Nello specifico, i ricercatori hanno studiato i tumori (neoplasie) che esprimono sulla loro superficie la protenina PD-L1. Il farmaco pembrolizumab (ML-3475), secondo lo studio, ha una grande efficacia nella lotta al tumore al polmone a cellule non piccole. Quindi, il nuovo farmaco, sarà utilizzabile non in tutti i tipi di tumore al polmone e nella casistica valutabile dalle equipe mediche.

 

Il nuovo farmaco è un anticorpo monoclonale, una classe di farmaci che sta riscuotendo successo nella lotta ai tumori e che fondano la loro azione sul rafforzamento del sistema immunitario. Il pembrolizumab (MK-3475) blocca l'interazione fra la proteina PD-1 e i suoi leganti PD-L1 e PD-L2, attivanto i linfociti T che possono colpire sia cellule tumorali che le cellule sane (?).

Per maggiori informazioni (in lingua inglese) il sito businesswire riporta la notizia commerciale della causa farmaceutica Merck's, mentre il sito keynoteclinicaltrials riporta una serie di studi sulle varie casistiche del tumore (fasi e trattamenti pregressi).

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Batterie alla melanina per dispositivi da ingoiare

Elettronica Ingeribile

I ricercatori della Carnegie Mellon University, in un recente convegno della Società Americana di Chimica (a Philadelphia), hanno presentato delle batterie capaci di alimentare dispositivi a bassissimo consumo (5 milliwatt) per 18 ore e che possono essere ingoiate senza problemi di tossicità per il corpo umano. Queste batterie sono state fatte infatti utilizzando la melanina, la stessa sostanza che colora la pelle e gli occhi.

Con una batteria ottenuta con 600 milligrammi di melanina si possono alimentari i dispositivi a bassissimo consumo capaci di viaggiare nel corpo umano come sensori che trasmettono valori di parametri fisiologici o vettori di farmaci mirati. L'origine biologica dei componenti la batteria rendono non tossica la stessa. Ora si cerca il modo di rivestire in modo gastro-resistente le batterie biologiche e mantenerle atossiche e biodegradabili dopo un numero programmato di ore per non lasciar traccia nel corpo. Leader della ricerca è il professore Christopher J Bettinger, fondatore del bettingergroup (biomicrosystems.net).

Articolo del 2013 sul dispositivo alla CMU.

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Alzheimer: nuove e solide speranze di cura. Farmaco fa sparire le placche al cervello

Tutti abbiamo sentito parlare di questa malattia e molti purtroppo hanno avuto a che fare con essa attraverso i propri familiari che hanno subito gli effetti devastanti di questa malattia degenerativa. Qualche anno fa si è scoperto che la causa di questa malattia è l'accumulo di placche amiloidi (si tratta di accumuli di una proteina detta amiloide) e ammassi neuro fibrillari nel cervello che provocavano un progressivo e inesorabile declino delle funzioni cognitive: si comincia col dimenticare eventi recenti per poi avere difficoltà di linguaggio, problemi di comportamento fino a diventare incapaci di prendersi cura di se stessi. Qualche giorno fa, come riportato dall'ANSA, è stato pubblicato articolo sulla rivista NATURE che illustra gli incoraggianti risultati legati alla somministrazione di un nuovo farmaco, della classe degli anticorpi monoclonali, detto aducanumab. Nel gruppo di 165 pazienti con Alzheimer moderato, quelli che hanno assunto questo farmaco ha provocato la diminuzione delle placche amiloidi ed un rallentamento del declino clinico. Il farmaco è stato somministrato per un anno per via endovenosa.

 128709 md

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La cannella fa bene alla memoria e rende più reattivo il cervello

Ricordo quando mia nonna metteva un pò di polvere di cannella sul cumulo di caffè in polvere nella moka prima di avvitare la parte superiore e metterla sul fuoco. Visse tanti anni con una lucidità da fare invidia a molti giovani. Adesso, dopo tanti anni, scopro che da studi sui topi emerge che la cannella fa bene al cervello sia perché lo rende più agile e pronto, sia perché migliora la memoria.

cannella

Nell'organismo dei topi sottoposti ai test, la spezia è stata metabolizzata in sodio benzoato, una sostanza chimica usata per curare i danni cerebrali. L'ingresso di sodio benzoato nell'ippocampo determina un aumento della proteina CREB, coinvolta nell'apprendimento. Tale aumento di CREB rende le cellule cerebrali (neuroni) più plastiche (più agili nel ramificarsi, trasformarsi).

Lo studio è stato condotto dal Rush University Medical Center e pubblicato sul Neuroimmune Pharmacology Journal (qui).

Di seguito l'abstract dell'articolo:

This study underlines the importance of cinnamon, a commonly used natural spice and flavoring material, and its metabolite sodium benzoate (NaB) in converting poor learning mice to good learning ones. NaB, but not sodium formate, was found to upregulate plasticity-related molecules, stimulate NMDA- and AMPA-sensitive calcium influx and increase of spine density in cultured hippocampal neurons. NaB induced the activation of CREB in hippocampal neurons via protein kinase A (PKA), which was responsible for the upregulation of plasticity-related molecules. Finally, spatial memory consolidation-induced activation of CREB and expression of different plasticity-related molecules were less in the hippocampus of poor learning mice as compared to good learning ones. However, oral treatment of cinnamon and NaB increased spatial memory consolidation-induced activation of CREB and expression of plasticity-related molecules in the hippocampus of poor-learning mice and converted poor learners into good learners. These results describe a novel property of cinnamon in switching poor learners to good learners via stimulating hippocampal plasticity.

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Sottocategorie

Notizie sullo spazio, astronomia, astrofisica, esobiologia.

In questa categoria sono raccolti gli articoli di riguardanti la ricerca in campo medico nella lotta alle malattie.