Spazio

Acqua su Marte: una conquista italiana.

marte calotta polo satellite

L'interesse per i pianeti del sistema solare, specie per Marte, è non solo una curiosità scientifica fine a se stessa ma è finalizzata anche a capire se ci sono le condizioni per ospitare missioni umane. I risvolti di una missione umana e se possibile di una colonia sul pianeta sono tanti. Lo sfruttamento del pianeta Terra è così elevato che ogni anno consumiamo più risorse alimentari, minerarie ed energetiche di quelle che la natura rende disponibile. Il degrado ambientale del nostro pianeta se non si riuscirà ad invertire la rotta di questi cambiamenti climatici, dell'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del sottosuolo, ci porterà a distruggere il nostro pianeta. L'evoluzione dei trasporti spaziali porterà a poter affrontare viaggi spaziali nel giro di qualche centinaio di anni, realizzando il sogno di molti scrittori di fantascienza. Non dobbiamo meravigliarci se si pensa a missioni spaziali di lunga durata, a trasferimenti verso altri pianeti. Così come è sempre successo con le missioni esplorative terrestri che hanno portato alla scoperta di territori inesplorati  le future esplorazioni spaziali porteranno alla scoperta di mondi nuovi, diversi, alcuni ospitali per gli esseri umani altri inospitali. Se si riuscisse a trovare un pianeta vicino su cui poter realizzare colonie umane, possibilmente queste diventerebbero terre di conquista. Le nazioni potenti spenderebbero miliardi per poter rivendicare il diritto di proprietà. Il vicino pianeta Marte in passato ha possibilmente ospitato la vita, con fiumi e laghi le cui tracce sono state rilevate con le missioni Viking degli anni 70. Con orgoglio i ricercatori della Università di Roma Tre, laboratorio di fisica applicata alla Terra ed ai pianeti, hanno annunciato il risultato dei loro calcoli: sotto la calotta polare ghiacciata del polo Sud di Marte c'è un lago di acqua liquida ad alcuni chilometri di profondità. (Articolo su Science). Nonostante la temperatura sia sotto lo zero, a causa della pressione esercitata dalla massa ghiacciata sovrastante e dei sali minerali disciolti nell'acqua, quest'acqua intrappolata lì da milioni di anni è liquida. [Interessante articolo pubblicato sul sito dell'Agenzia Spaziale Italiana qui]

 

 

 

Come hanno scoperto questa presenza di acqua i nostri scienziati? La rilevazione è avvenuta tramite analisi dei riflessi delle onde radar emesse da Marsis, uno strumento installato a bordo del satellite Mars Express che orbita attorno al pianeta rosso, lanciato dalla Agenzia Spaziale Europea (ESA). Si tratta di uno strumento in gran parte italiano che sfrutta il principio della riflessione delle onde e, così come avviene con le ecografie a cui siamo tanto abituati, permette di capire la struttura e la natura del materiale che le riflette.

marte crosta calotta acqua radar

 

Come sono arrivati a capire che a tali profondità c'è acqua? Il ghiaccio di questi poli è trasparente alle onde radar nel senso che le fa passare per cui queste arrivano più in profondità. In laboratorio, con l'ausilio di refrigeratori che replicano le condizioni di temperatura e pressione che possono esserci a quelle profondità, gli scienziati hanno fatto prove e controprove, misurazioni ed analisi dei risultati per vedere come le onde sono riflesse. E siccome le leggi fisiche che regolano il nostro mondo sono uguali in tutto l'infinito universo, le onde radar ed i materiali che attraversano e quelli che le riflettono, si comportano come quelli terrestri. Per cui dalla misurazione e dai calcoli gli scienziati sono arrivati a queste conclusioni: c'è acqua liquida su Marte.

marte ricostruzione 3d calotta polare

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