Spazio

Notizie sullo spazio, astronomia, astrofisica, esobiologia.

Come ci si lava la testa pelata nello spazio?

Dopo l'incidente accaduto nello spazio durante una passeggiata al nostra astronauta Luca Parmitano, lo stesso ha dimostrato perché l'acqua che aveva parzialmente riempito il suo casco, rimaneva nella parte superiore del casco stesso.

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EMDrive: il motore impossibile.

E' di questi giorni l'annuncio ufficiale, con tanto di pubblicazione su rivista scientifica, dei risultati dei test fatti dalla NASA del motore che crea energia dal nulla, riuscendo a fornire spinta senza espellere niente. Violando ogni legge della fisica conosciuta, il motore ideato dall'ingegnere britannico  Roger Shawyer, desta ancora molti dubbi, ma la NASA ci ha messo la faccia. I test effettuati in questi ultimi tempi sembrano allontanare molti dei dubbi che si erano fatti strada naturalmente ed anche se la spinta è molto piccola, questa non è nulla. I test sono stati effettuati al Johnson Space Center e pubblicati sulla rivista Journal of Propulsion.

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Si tratta di un motore a propulsione elettromagnetica che facendo rimbalzare delle microonde in uno spazio chiuso, fornisce una spinta [vedi articolo su NationalGeographic].

Il motore è definito impossibile perché viola il terzo principio della dinamica: ad ogni azione corrisponde una reazione. In questo caso, non essendoci fuoriuscita di materia (come avviene invece nei motori a ionizzazione), cosa produce la spinta? I nuovi test sono stati effettuati creando un vuoto cosmico in uno spazio conico chiuso ed emettendo fotoni nel campo delle microonde. Una spiegazione di questo fenomeno richiama congetture esotiche: coppie di particelle ed antiparticelle, radiazione di Unruh.

 

Esiste un sito dedicato a questo fantascientfico motore: http://emdrive.com/

 

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Spazio: altri mondi più numerosi di quanto si pensasse

earth like planet smallLa vita come la conosciamo noi non è necessariamente l'unica possibile, ma nell'infinito universo potrebbere esistere organismi viventi sviluppatisi in condizioni diverse da quelle della Terra. Dalle ipotesi più fantascientifiche a quelle meno fantasiose ed ancorate a ragionamenti scientifici, adesso si fa strada il pensiero che effettivamente possano esserci forme di vita, quanto meno microorganismi, su oggetti celesti diversi dai pianeti. Il planetologo Jack Yates, della università britannica di Edimburgo ha pubblicato sull'Astrophysical Journal (citato da sciencemag.org), uno studio sulla possibilità di ospitare forme di vita in oggetti quasi stellari, ovvero oggetti a metà strada fra i pianeti e le stelle: le nane brune. Lo studio mostra come potrebbe essere possibile che sugli strati più estermi dell'atmosfera di questi oggetti vi siano dei microrganismi "sospesi" grazie ai venti in risalita che si formano nell'atmosfera. I predetti organismi beneficerebbero di sostanze quali carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno. Microorganismi che potrebbero nascere dalle reazioni che avvengono nelle polveri in sospensione oppure portati da meteoriti o microrganismi.  Scenari simili erano stati immaginati da Carl Sagan - astronomo e scrittore - negli anni 70 per l'atmosfera di Giove. Oltre agli organismi unicellulari si ipotizzano organismi simili a meduse che fluttuano in queste atmosfere.

Per chi volesse approfindire il tema della ricerca della vita fuori dalla terra, può leggere gli articoli (in inglese) http://www.space.com/search-for-life

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Stelle cadenti: quest'anno tante stelle in più.

cielo

Le stelle del firmamento sono sempre affascinanti ed hanno sempre ispirato l'uomo a fantasticare su cosa siano, quanto lontane siano e a credere che le stesse abbiano una influenza sulla nostra vita e sul nostro destino. Nelle notti buie, lontani dalle luci della città che schiariscono il cielo e fanno scomparire le miriadi di stelle, è sempre bello e romantico passeggiare con il naso all'insù ad osservar le stelle. Nella notte di S. Lorenzo (11 Agosto), ogni anno, la terra incontra uno sciame di piccole meteore che attratte dalla forza di gravità terrestre cadono sulla terra infuocandosi a contatto con l'atmosfera (l'attrito dell'aria le fa surriscaldare). Nasce così un fenomeno che tieni con gli occhi al cielo milioni di persone: la pioggia di stelle cadenti. Le Perseidi (così si chiamano le stelle di San Lorenzo) saranno le più numerose e spettacolari degli ultimi sette anni.

Come riportato dall'ANSA, che a sua volta richiama una news della NASA, quest'anno la terra incontrerà una scia più densa di polveri lasciate dalla cometa Swift-Tuttle e ciò permetterà di arrivare a vedere anche 200 meteore all'ora. Per veder bene le stelle, allora, il suggerimento è quello di andare in un luogo non illuminato e lontano da fonti luminose e cercare di guardare verso la costellazione di Perseo. In aiuto ci vengono le app per Android e IOS (Apple) quali Skymap e ....

Installando queste app, grazie al gps presente nei nostri cellulari, è possibile inquadrare un area del cielo e sapere quali stelle, costellazioni, pianeti o galassie si stanno inquadrando. Inoltre, la funzione di ricerca permette di cercare gli oggetti cosmici di nostro interesse.

Quest' anno lo spettacolo sarà ancora più ricco perché sarà anche accompagnato dalla presenza di cinque pianeti: Venere e Mercurio saranno bassi sull'orizzonte (visibili dopo il tramonto in direzione ovest); Giove visibile sempre a ovest, mentre a Sud, più tardi, saranno visibili Marte e Saturno.

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In diretta dalla stazione spaziale!

ISS

Affascinante video stream in diretta dalla ISS - Stazione Spaziale Internazionale...

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Lampi lontani...nello spazio.

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I ricercatori del progetto Ska (Square Kilometre array) grazie all'uso di un array di radiotelescopi sono stati in grado di identificare con una precisione notevolmente migliorata rispetto alle precedenti misurazioni la provenienza di un lampo rapido ad alta energia (Frb). L'emissione di tale lampo di energia che prima si manifesta ad alte frequenze per poi "disperdersi" su frequenze più basse, è dovuto (si ipotizza) alla fusione di due stelle di neutroni (stelle molto dense). I ricercatori del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (Csiro) australiani, tramite il radiotelescopio Parkes hanno avvistato per la prima volta nel 18 aprile 2015 questo segnale (da cui il nome di FRB150418). Anche l'Italia ha dat il suo contributo tramite il Srt (Sardinia Radio Telescope) dell'INAF (Istituto nazionale di astrofisica). L'analisi del contenuto in frequenza del lampo ha permesso di determinare cosa abbia attraversato il segnale prima di giungere a noi (dopo circa 5,5 miliardi di anni) confermando la attuale ipotesi circa la composizione dell'universo in termini di materia oscura, energia oscura e materia visibile (quella che conosciamo e con cui interagiamo). Quest'ultima sembra comporre il 5% della materia dell'Universo.

Per chi volesse approfondire:

http://www.media.inaf.it/2015/01/19/lampo-radio-colto-in-flagrante/

http://www.media.inaf.it/2015/11/27/twin-fast-radio-burst/

 

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