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Tecnologia

SSD e HDD differenza e analogia fra i due tipi di memoria di massa

Il mercato dei computer, degli smartphone e della tecnologia in genere è in continua evoluzione. Parimenti, anche il settore delle memorie dei dispositivi è in continuo e galoppante evoluzione. Siamo passati dai floppy disk di 1,44 Mb (giusto per non andare troppo indietro nel tempo) alle pendrive, al cloud. Rivestono sempre grande importanza le memorie interne ai pc, ai notebook, i cosiddetti dischi fissi. Si parla di dischi, in inglese disk, perché finora questi dispositivi di memoria sono stati costituiti da dischi rivestiti da materiale magnetico che girano ad alta velocità (5400, 7200 giri al minuto sono le velocità solite) e vengono letti o scritti tramite testine sospese a pochissima distanza (millesimi di millimetro). A questi dischi classici, contenuti in box metallici che non fanno entrare polveri all'interno, si sono aggiunti adesso i dischi a stato solido. Cosa sono? I dischi a stato solido in effetti non sono affatto dei dischi ed il nome scelto serve solo a dare continuità concettuale al loro impiego. Infatti, si tratta di memorie di tipo quelle usate nei diffusi pen drive, costituite da uno o più chip elettronici per capacità che arrivano anche ai 256 Gb, 512 Gb o 1 Tb (terabyte). Non ci sono parti in movimento, nessun congegno meccanico sensibile agli urti improvvisi. I dati vengono memorizzati in celle di memoria elettronica che non necessitano di alimentazione per rimanerci e che possono essere cancellati e riscritti milioni di volte prima di esaurire la loro capacità di immagazzinamento.

hdd internal

Ecco un esempio di disco fisso HDD (Hard Disk Drive), in evidenza le parti meccaniche costituite dai dischi (pila di dischi) sulla cui superficie è steso uno strato (film) di materiale magnetico che cambia disposizione (orientamento magnetico) quando la testina posta sul braccio oscillante (dal centro all'esterno dei dischi) vi passa ed è percorsa da una corrente che la magnetizza.

Nei dischi a stato solido invece gli elementi che memorizzano le informazioni sono i chip di memoria (solitamente memoria NAND) che, quindi, immagazzinano dati in forma elettrica tramite la trasformazione permanente (ma reversibile) di miliardi di piccole unità di memoria. 

ssd chip2

Ricordiamo, infatti, che qualsiasi dispositivo in grado di memorizzare e rendere leggibile successivamente delle sequenze di 0 e 1 dette bit e raggruppate in insieme più grandi detti byte (leggi bait) e suoi multipli (kb kylobyte, Mb megabyte, Gb Gigabyte, Tb Terabyte) sono dispositivi di memoria. Sono informazioni codificate in codice binario.

Pro e contro:

  • gli SSD sono più veloci sia in scrittura che in lettura ma in genere sono meno capienti degli HDD. 
  • gli HDD sono più delicati e suscettibili agli urti e agli sbalzi di temperatura.
  • gli SSD presentano comunque dei danni da uso (ed anche da mancato uso) quale la comparsa di blocchi non funzionanti e peggio ancora di chip guasti nel giro di 4 anni.
  • il costo degli SSD rimane più alto a parità di capacità rispetto agli HDD.

Per gli SSD l'uso consigliato è quello per contenere il sistema operativo e i programmi installati (giochi inclusi) in quanto questo rende l'avvio e l'esecuzione più veloce. Gli HDD continuano ad essere affidabili e concretamente più vantaggiosi per la memorizzazione di dati. Resta sempre un grande consiglio da dare: se ci tieni ad una foto...stampala.

 

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