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Caterpillar, dagli escavatori ai telefonini.

La nota società di macchine escavatrici, da qualche anno è impegnata nella produzione di telefoni "rugged", ovvero telefoni adatti agli scenari tipici dei cantieri e luoghi impervi ed accidentati. Questi telefoni hanno caratteristiche costruttive che li rendono resistenti alle cadute da qualche metro, alla immersione prolungata in acqua. Il CAT S60, ultimo arrivato, è il primo ed unico telefono cellulare al mondo ad integrare una seconda  fotocamera: una fotocamer termica. La fotocamera termica è della FLIR, nota azienda impegnata nello sviluppo di sensori e telecamere termiche. Con la risoluzione di 640x480, questa seconda fotocamera permette di rilevare fotograficamente la temperatura degli oggetti inquadrati, fornendo un utile strumento diagnostico o di indagine. Può sembrare una risoluzione troppo bassa, ma in realtà è una discreta risoluzione per gli scopi che si prefigge. Al costo di soli € 649 questo telefonino, che tra l'altro resiste alla immersione prolungata a 5 metri per un'ora, ha una protezione del display con Gorilla Glass 4, fornisce, quindi, allelfigure professionali impegnate nei cantieri o in fabbrica, ovvero le forze di polizia, uno strumento di indagine / diagnosi che solitamente ha costi ben più alti.

s60 pr

Per chi volesse controllare le caratteristiche di tutto rispetto del telefonino, ecco la pagina ufficiale: http://www.catphones.com/en-gb/news/press-releases/cat-s60-announced-as-worlds-first-smartphone-with-integrated-thermal-camera

 

Buon compleanno... televisione!

 
Il doodle di oggi di google ci ricorda che esattamente 90 anni fa (era il 26 gennaio 1926) a Londra avveniva la presentazione del primo rudimentale apparecchio televisivo, frutto del genio dell'ingegnere scozzese John Logie Baird.
La Televisione era di tipo elettromeccanico e sfruttava un dispositivo che fino ad allora non aveva trovato applicazione pratica: il disco di Nipkov. L'ingegnere scozzese era riuscito a superare l'ostacolo dell'amplificazione del segnale che aveva impedito di sfruttare tale invenzione, fatta nel 1883. Riuscì, quindi, a trasmettere su uno schermo un volto umano, quello della sua socia in affari, tale Daisy Elizabeth Gandy. Il primo volto apparso in una dimostrazione pubblica in un apparecchio televisivo. L'immagine era composta da 28 linee chiaroscure.

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Il computer quantistico di Google

Nell'era dell'informazione, dei big data e della pervasività delle tecnologie informatiche, la necessità di una elaborazione veloce di quantità enormi di dati si fa sempre più pressante, soprattutto per quei giganti dell'informatica che dominanon Internet. Big G (Google) ha reso pubblico il proprio coinvolgimento nell'uso dei computer quantistici e la relativa sperimentazione. Il computer quantistico in possesso di Google è ospitato presso il centro di calcolo della NASA ed è stato acquistato dalla D-Wave.

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Quando posso fare il bagno dopo aver mangiato?

 Pasta al Forno

La saggezza popolare di casa nostra suggerisce di aspettare tre ore dopo l’ultimo pasto. Il rischio paventato da sempre è la congestione, ossia il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella dell’acqua di mare. Congestione che, va sottolineato, non è un'esclusiva del tuffo in mare: analoghi rischi ci sono anche per avere consumato una bibita molto fredda o nel passaggio da un ambiente caldo a uno con aria condizionata alta.

Curiosamente, la regola delle tre ore è più una preoccupazione nostrana che di altri Paesi, dove magari si suggerisce di aspettare un’ora.

Di fatto, i dati scientifici sulla connessione tra i pasti prima del bagno e il rischio annegamento sono pochi, tanto che la International Life Saving Federation definisce infondata la raccomandazione di evitare il bagno dopo i pasti. 
Per prudenza, l'ingresso in acqua va fatto lentamente per fare acclimatare il corpo alla nuova temperatura, evitando immersioni troppo veloci (come tuffi o corse in acqua) così da non far subire al corpo uno shock termico. Bagnare il viso (fronte compreso) e la nuca e soprattutto, non abbuffarsi prima di fare un bagno.  Interessante è l'articolo a proposito del sito UPPA (Un pediatra per Amico) consultabile qui.

Un estratto interessante dell'articolo:

I guai capitano quando il malessere è fulminante e l’unica situazione compatibile collegata al bagno è l’impatto brusco sul viso dell’acqua fredda, come ben sanno i tuffatori sportivi che, prima di ogni tuffo, si fanno una preventiva doccia fredda. In questi casi si scatena una violenta reazione nervosa riflessa che rallenta la frequenza cardiaca e abbassa la pressione arteriosa per cui, se il tutto dura più di qualche secondo, il cervello va in blocco e si affoga anche in pochi centimetri di acqua. In pratica se avete intenzione di tuffarvi nell’acqua fredda, basta che vi siate bagnati prima. Tutto qui. E allora? Allora non pensiamoci più e se proprio volete privare i vostri figli di qualche alimento prima di fare il bagno, non fategli bere alcolici; con quelli sì che si annega di più, tutti…

 

fonte: https://www.focus.it/scienza/salute/bisogna-aspettare-3-ore-per-fare-il-bagno-dopo-mangiato

Perché la velocità della luce si indica con c?

fiber optic cropped

La velocità della luce è una delle principali costanti della fisica. La sua importanza è legata al fatto che non solo misura la velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto (attraversando spazi non vuoti essa viene rallentata per interazione con la materia presente), ma per il fatto che tale valore costituisce un limite invalicabile di velocità. La lettera "c" utilizzata per indicare questo valore costante è stata scelta perché è l'iniziale della parola latina celeritas, corrispondente alla parola italiana celerità, cioè velocità. L'uso di questa costante è noto al grande pubblico attraverso la più famosa equazione del mondo, apparsa su milioni di magliette, volantini e pubblicità: E=mc2. La famosa equazione di Einstein che lega massa ed energia. La velocità della luce è pari a quasi 300 mila km/s nel vuoto. Questo significa che un raggio luminoso emesso sulla Terra impiega poco più di un secondo per raggiungere la Luna (distanza media 384.000 km) mentre affinché un raggio luminoso emesso dal Sole raggiunga la Terra devono passare circa 8 minuti visto che la distanza media della Terra dal Sole è di circa 150 milioni di km. Immaginate, allora, quanto tempo ci vuole affinché la luce emessa da un oggetto o un ammasso luminoso spaziale come può essere una galassia esterna alla nostra possa raggiungere i nostri occhi. Si va dai pochi milioni di anni di Andromeda ai miliardi di anni delle galassie più lontane. 

Come riportato su wikipedia e riscontrabile ad occhio nudo, la Galassia di Andromeda, nota anche come M31 è l'oggetto più lontano visibile ad occhio nudo.

La Galassia di Andromeda (nota talvolta anche con il vecchio nome Grande Nebulosa di Andromeda o con le sigle di catalogo M 31 e NGC 224), è una galassia a spirale gigante facente parte del Gruppo Locale, assieme alla Via Lattea; si trova a circa 2,538 milioni di anni luce dalla Terra,[4] in direzione della costellazione boreale di Andromeda, da cui prende il nome. Si tratta della galassia a spirale di grandi dimensioni più vicina alla nostra galassia; è visibile anche ad occhio nudo e si tratta dell'oggetto più lontano visibile da occhi umani senza l'ausilio di strumenti di osservazione.

Enzima mangia plastica

Come tutte le grandi scoperte, anche quella di cui stiamo per parlare è avvenuta per caso o per errore. Come riportato sul sito di ANSA, è stato annunciato in un articolo pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica americana (PNAS) il risultato di una ricerca su un enzima esistente in natura che a seguito di una modifica è in grado di digerire la plastica.

bottiglia pet fondo

 

Nello specifico l'enzima è in grado di digerire una delle plastiche più diffuse e, quindi, inquinante esistente sulla terra: il PET. Si tratta del tipo di plastica usata per le bottiglie di acqua minerale, dei flaconi di detergenti e detersivi ed una marea di altre applicazioni.

L'inciviltà che regna sovrana, l'ingorda sete di denaro facile che porta le industrie a risparmiare sui costi di smaltimento, nonché le colpevoli ditte addette allo smaltimento, hanno fatto diffondere miliardi di bottiglie e altri oggetti in plastica in terra come in mare. Circolano le foto e i documentari sulle isole di plastica formatesi a causa delle correnti oceaniche. Il problema è serissimo e preoccupante. Migliaia di animali marini muoio ogni anno per aver ingerito sacchetti e pezzi di plastica. Altri rimangono intrappolati o crescono deformati. 

Traduzione articolo (spiegazione): I polimeri sintetici sono ubiquitari nel mondo moderno ma pongono un problema ambientale globale. Se la plastica come il PET sono altamente versatili, la loro resistenza alla degradazione naturale presente un serio e crescente rischio per la fauna e la flora, in particolare per gli ambienti marini.

Qui abbiamo caratterizzato la struttura 3D di un enzima recentemente scoperto che può digerire (degradare) il PET altamente cristallino, materiale primario usato nella manifattura di bottiglia usa e getta per le bibite, in qualche tipo di vestito e nei tappeti. Abbiamo ingegnerizzato questo enzima per migliorare la sua capacità di degradazione del PET e per poter dimostrare che esso può anche degradare un importante sostistuto del PET, il polyethylen-2,5-furandicaboxylato, fornendo nuove opportunità per il riciclo di plastiche su base organica.

Significance

Synthetic polymers are ubiquitous in the modern world but pose a global environmental problem. While plastics such as poly(ethylene terephthalate) (PET) are highly versatile, their resistance to natural degradation presents a serious, growing risk to fauna and flora, particularly in marine environments. Here, we have characterized the 3D structure of a newly discovered enzyme that can digest highly crystalline PET, the primary material used in the manufacture of single-use plastic beverage bottles, in some clothing, and in carpets. We engineer this enzyme for improved PET degradation capacity and further demonstrate that it can also degrade an important PET replacement, polyethylene-2,5-furandicarboxylate, providing new opportunities for biobased plastics recycling.

 ABSTRACT

Poly(ethylene terephthalate) (PET) is one of the most abundantly produced synthetic polymers and is accumulating in the environment at a staggering rate as discarded packaging and textiles. The properties that make PET so useful also endow it with an alarming resistance to biodegradation, likely lasting centuries in the environment. Our collective reliance on PET and other plastics means that this buildup will continue unless solutions are found. Recently, a newly discovered bacterium, Ideonella sakaiensis 201-F6, was shown to exhibit the rare ability to grow on PET as a major carbon and energy source. Central to its PET biodegradation capability is a secreted PETase (PET-digesting enzyme). Here, we present a 0.92 Å resolution X-ray crystal structure of PETase, which reveals features common to both cutinases and lipases. PETase retains the ancestral α/β-hydrolase fold but exhibits a more open active-site cleft than homologous cutinases. By narrowing the binding cleft via mutation of two active-site residues to conserved amino acids in cutinases, we surprisingly observe improved PET degradation, suggesting that PETase is not fully optimized for crystalline PET degradation, despite presumably evolving in a PET-rich environment. Additionally, we show that PETase degrades another semiaromatic polyester, polyethylene-2,5-furandicarboxylate (PEF), which is an emerging, bioderived PET replacement with improved barrier properties. In contrast, PETase does not degrade aliphatic polyesters, suggesting that it is generally an aromatic polyesterase. These findings suggest that additional protein engineering to increase PETase performance is realistic and highlight the need for further developments of structure/activity relationships for biodegradation of synthetic polyesters.

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