Aforismi

Aforismi sull'infinito

infinito colorato

A tutti manca qualcosa. Anche all'infinito manca la fine.

Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma della prima non sono sicuro. A. Einstein

La paura dell'infinito è una forma di miopia che distrugge la possibilità di vederlo realmente. G. Cantor [matematico, padre della teoria degli insiemi e scopritore della matematica degli infiniti]

Solo con la nascita dei miei figli capii appieno il concetto di infinito. Dividendolo per due il mio amore era rimasto infinito per entrambi. [Vincenzo Catanese]

L'uomo nella sua finitezza sperimenta l'infinito attraverso l'immaginazione, a cui solo noi possiamo dare dei limiti, se vogliamo, ma che per natura è infinita, sconfinata, istantanea, creatrice.

Che cos'è l'infinito? Ciò che non ha confini, né inizio né fine. E' un concetto difficile da immaginare. Nella vita quotidiana tutto ha un inizio, sia in termini di tempo sia in termini di spazio. Tutto inizia e finisce. Il più sconfinato dei mari ha delle terre che lo delimitano, il più longevo degli esseri viventi morirà. Eppure, ci rapportiamo all'infinito continuamente. L'idea di infinito ci viene pensando a Dio, l'Alfa e l'Omega di ogni cosa. Per chi non crede, l'infinito è la sconfinata estensione di un universo fatto da miliardi di galassie e miliardi di miliardi di stelle. Il limite presuppone un confine, una separazione, l'esistenza di altro oltre il contorno. Se immaginassimo di avere dei confini in questo universo dovremmo accettare l'idea di una sorta di muro separatore e ci chiederemmo: separatore da cos'altro? Cosa c'è oltre il muro, oltre a quella siepe? Pensare all'infinito ci fa ammirare la grandezza e meraviglia dell'universo e porre domande sul tempo e lo spazio finendo per farci domande su cosa e chi ha creato questo universo.

Perché l'infinito ha quel simbolo? L'origine del simbolo di infinito può associarsi al nastro di moebius, superficie ad una sola faccia ottenibile da una striscia rettangolare i cui lati corti vengono sovrapposti dopo averne capovolto uno dei due.