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Proverbi

Alcuni proverbi e modi di dire sui cani

Cani ‘c’abbaia ‘un muzzica.

Cane che abbaia non morde.

Per traslato, chi minaccia continuamente non è realmente pericoloso.

Nella vita si incontrano tante persone di bocca larga, ma la prudenza non è mai troppa: di certo bisogna stare attenti alle persone taciturne o introverse, molte volte agiscono in sordina.

Cu runa pani a cani stranu

perdi ‘u pani cu tuttu ‘u cani.

Chi da pane a cane estraneo

perde il pane con tutto il cane.

Per traslato, non bisogna aiutare le persone che non si conoscono bene, molte volte queste si dimostrano ingrate.

Si registra una variante, più arcaica, del proverbio:

Cu runa pani ô cani ri cui

perdi ‘u pani e ‘u cani ri cchiui.

Mori ‘u cani e mori ‘a raggia.

Muore il cane e muore la rabbia.

Per traslato, l’eliminazione della causa della malattia pone fine alla malattia stessa.

 

È sulu comu un cani.

È solo come un cane.

In senso figurato, non ha amici, è stato abbandonato da tutti.

I cani, se ne hanno la possibilità, amano vivere insieme ai loro simili, ma quando uno di loro è affetto da malattie pericolose il gruppo provvede ad allontanarlo.

A volte bisognerebbe fare un po’ di autocritica ed interrogarsi sui motivi che hanno portato alla propria emarginazione: non è vero che la colpa è sempre degli altri.

A margine, si fa notare che i cani, se sono ammalati o, ancora peggio, se stanno per morire sono loro stessi ad isolarsi: in questo caso un po’ di affetto potrebbe essere d’aiuto.

 

a cura di Salvatore FERRO

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