Riflessioni

Il Vecchio, il Bambino e l’Asino

 

Per le vie di un piccolo paesino un vecchio faceva il cammino con il nipotino giovinetto e un unico piccolo asinello.

Mentre il vecchietto andava a piedi e sulla groppa dell’asinello stava il bambino i passanti li schernivano:
“Ma guardate lì che scena! Il vecchietto che non può neanche camminare va a piedi, mentre il bambino, che potrebbe correre, va a cavallo!”

 

Il vecchietto, sentiti i discorsi di quel gruppo di gente, per non dare adito ad altre dicerie, fece smontare il bambino per farlo andare a piedi e montò lui in groppa all’asino.

I tre proseguirono, così, nel loro cammino, ma ecco un altro gruppo di persone:
“Che ingiustizia! il bambino con le sue piccole e tenere gambine va a piedi, mentre il vecchio, che può benissimo camminare , sta comodamente seduto in groppa. “

L’anziano contadino, vinto dalla vergogna decise di far salire anche il bambino in groppa all’asino.
Proseguirono, così, entrambi sul quadrupede.
Il borbottìo dei passanti e l’indignazione per la scena accrebbe:
“Hai visto quei due lì? Che vergogna!! Con un asinello così piccolo, gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo”

 

Il vecchietto, sentiti quei commenti, pensò bene che sarebbero andati a piedi sia lui che il suo piccolo nipotino.

Ecco allora esplodere lo scherno e il riso di tutti:
“Guardate quei tre asini, mentre ne risparmiano uno, non risparmiano se stessi. Quel vecchio e quel bambino potrebbero andare comodamente in groppa e invece vanno a piedi!!”

Il povero ed esasperato vecchietto disse allora al giovinetto.
“Caro mio se continuiamo a dar retta alla gente finiremo sicuramente con il portare l’asino sulle nostre spalle.”

ESOPO

 

Morale della Favola: lungo il cammino della vita troverai sempre gente pronta a giudicare e criticare il tuo operato.

La cosa migliore da fare è fare sempre secondo la propria coscienza!!!

 

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Riflessione Vangelo Lc 19,1-10

Oggi la Parola del Vangelo bussa forte...
Ogni nostra famiglia e ciascuno di noi oggi con Zaccheo cerca di vedere Gesù. Corre con Zaccheo, sale con Zaccheo sull'albero dell'Incontro.
Il Padre misericordioso non ci farà mancare di sentire lo sguardo di Gesù e le sue parole:
"Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua."
Poiché ama, nella Potenza dello Spirito Santo, il Signore ci visita, con tutto il suo Essere con noi sulla terra...a noi accoglierLo e lasciarci abitare, con ogni nostro gesto, con ogni nostra parola, con ogni nostro passo...con i nostri bisogni e le nostre miserie...
"Gesù gli rispose: Oggi per questa casa è venuta la salvezza...."

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Il Ponte sullo Stretto di Messina ed il Ponte Cinese di 55 km

ponte stretto

Il ponte sullo stretto di Messina è costato già 960 Milioni di Euro, quasi un miliardo...per non costruirlo. In questi giorni, invece, viene inaugurato un mastodontico ponte che collega Hong Kong - Zhu - Macao in Cina, con un percorso in mare di 55 km. Costruzione durata 9 anni, per un costo di 20 miliardi di dollari americani che, al cambio attuale di 0,87 €/dollaro, ammonta a 17,4 Miliardi di euro. Un confronto fra l'inefficienza di un progetto avviato nel 1981 (ponte di Messina), costato centinaia e centinaia di milioni di euro in termini di progettazione, modellini, simulazioni per un punto a campata unica di circa 3 km fra la punta meridionale della penisola italiana e la Sicilia, contro l'efficienza tipicamente cinese di un collegamento fatto di ponti e tunnel lungo ben 55 km, costruito in 9 anni di lavoro.

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Sconfortante. A pensare quanti soldi ha divorato un progetto mai andato in realizzazione, con una mangiatoia politica / affaristica che solo questa nazione decadente italiana poteva fare, sopraggiunge e ci avvolge lo sconforto. Non abbiamo nessuna speranza. Siamo sprofondati, caduti in alto mare dalla campata di un ponte che non c'è. Cavallo di battaglia di molti politici, di ponte si è parlato negli ultimi 40 anni, senza che mai si riuscisse ad addivenire ad una costruzione. Come è possibile aver divorato una quantità enorme di denaro, prima in lire, poi in euro, per simulazioni, modelli, progetti, calcoli, incarichi e chissà quante altre voci di spesa, per non arrivare a nulla. Anche la gestazione del ponte che sarà inaugurato il 24 ottobre 2018 è stata lunga, affondando l'ideazione negli anni 80, con proposte progettuali negli anni 90. Nei primi anni del duemila ha ricevuto l'appoggio delle autorità cinesi, iniziando, così, un percorso progettuale che ha portato alla realizzazione del ponte, capolavoro di ingegneria (il percorso è formato da piloni, ponti, due isole artificiali ed un tunnel sottomarino) che consentirà un risparmio di 4 ore nella percorrenza, passando a soli 40 minuti.

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Analogie fra migrazioni e flussi di corrente.

Il flusso migratorio presenta delle analogie con i flussi di corrente elettrica. Entrambi sono determinati da differenze di potenziale. La tensione sociale è infatti determinata dall'accumulo di energie psichiche che portano a muoversi gli esseri umani verso regioni / luoghi in cui il proprio sostentamento ed il benessere economico incontrano meno resistenza all'attuazione. Dalla osservazione del mondo e dei fenomeni della natura sappiamo che sono le differenze di condizioni (fisiche, sociali) a determinare movimento, dinamismo. 

Nel linguaggio comune si parla di tensione sociale quando uno o più fenomeni culturali, economici, politici determinano una diffusa e crescente propensione ad agire in senso opposto o in contrasto alla radice del problema. Ad esempio, lo stato di malessere economico vissuto da strati della popolazione residente in una regione porta alla maturazione di scelte mai indolori per la emigrazione verso regioni più ricche con prospettive di lavoro e benessere economico migliori. La tensione è un accumulo di energie psichiche che portano all'azione gli esseri umani. La tensione sociale per i fenomeni migratori creata dalla propaganda xenofoba,ad esempio, porta poi a contrastare i diversi, gli immigrati che a loro volta lasciano la propria terra in cerca di una prospettiva di vita migliore. Un flusso migratorio di persone è come una corrente di elettroni che a causa della resistenza opposta

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La festa dei morti

pupi zucchero

La televisione è stata negli anni il veicolo con cui trasmettere emozioni, storie, modi di vivere e di pensare. Il ruolo della televisione è stato quello di istruire le masse, armonizzare le basi culturali di un paese, reduce dalle macerie del dopoguerra. Le prime trasmissioni televisive italiane su scala nazionale avvennero nel gennaio 1954 con la nascita della  RAI. Un solo canale, in bianco e nero, trasmetteva notiziari, poi film, documentari, caroselli e reclame. Bambini curiosi ed anziani stupiti andavano a vedere quanto visualizzato sugli schermi di quelle ingombranti scatole. Poche televisioni nelle case dei più abbienti, nei circoli ricreativi. Man mano che la televisione entrò nelle case la lingua italiana divenne davvero lingua nazionale perché anche chi non aveva seguito corsi di istruzione oltre le prime classi delle elementari poteva ascoltare e vedere conversazioni nella lingua dell'Italia unita (erano passati cento anni dall'unità).

Con la nascita delle televisioni private si diffusero programmi e varietà orientati al marketing ma anche all'approfondimento ed al varietà, sdoganando le nudità che un tempo facevano scalpore. Cambiamenti epocali, cambiamenti generazionali. Attraverso i telefilm e le telenovele prodotte oltreoceano abbiamo importato usi e costumi americani e latino americani (le famose telenovele del sud america). L'influenza culturale che ne è derivata è stata enorme. Dai modi di vestire ai modi di pensare. Oltre ai nomi dei personaggi delle soap opera abbiamo importato anche feste come Halloween soppiantando nel tempo le tradizioni locali. Nei giorni della festa molto sentita al Sud di Ognissanti e dei Morti, nella quale si tramandavano tradizioni antichissime che affondano le radici nel culto degli antenati dei popoli storici e preistorici, abbiamo visto sparire i nostri costumi, soppiantati dalla più commerciale festa di Halloween, la festa delle zucche, di dolcetto e scherzetto. Demonizzata dal clero cattolico e dai più ferventi fedeli, caldeggiata invece dalle aziende produttrici di costumi carnevaleschi e di materiale per le feste, la festa di Jack O Lantern si è radicata nelle menti dei bambini e degli adolescenti, divenendo una occasione di festeggiamento e divertimento. Nonostante si festeggi nella notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre, questa festa ha eclissato la dimensione ludico spirituale della festa dei morti che in Sicilia era attesa dai bambini per i regali portati dai propri cari defunti. In quei giorni delle feste cristiane si realizzava un collegamento benefico fra il mondo dei morti ed il mondo dei vivi.

Lungi dal volevo far rivivere le macabre usanze che a Palermo portavano i parenti a mettere a tavola nelle ricorrenze maggiori le mummie dei parenti impagliati e dimoranti nelle catacombe, nostalgicamente riviviamo invece l'attesa dei regali dei morti. "Chi ti purtaru i morti?" era una domanda sui regali ricevuti in occasione della festa dei morti. I dolci tipici erano il gelato di campagna, i pupi di zucchero. Poi c'erano luminarie e bancarelle di liccumarìe varie. Potremmo riprendere le nostre tradizioni prima che scompaiano del tutto. Contrastare lo strapotere del marketing che martella i bambini con le pubblicità è difficile, soprattutto perché oltre alle pubblicità negli intervalli fra un cartone animato e l'altro, i bambini assorbono i messaggi culturali contenuti negli stessi cartoni, solitamente di matrice americana. La globalizzazione è anche questa, specie se questa è spinta dalla macchina del commercio. Cosa fare per far rivivere le tradizioni? Non è sicuramente una impresa facile rianimare un fenomeno moribondo, specie perché è difficile contrastare lo strapotere psicologico del marketing. Dalla globalizzazione alla localizzazione. Nei paesi che vivono di turismo solo la tipicità può fare la differenza. Se fossimo tutti uguali non ci sarebbe motivo di spostarsi.

 coco animazione culto morti

*Nel film d'animazione Coco ritroviamo un tema simile, la Dia de los muertos, che pur avendo radici precolombiane (azteche) fu poi riadattata al cattolicesimo. 

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Buon viaggio Fabrizio.

Il noto conduttore televisivo Fabrizio Frizzi è venuto a mancare proprio oggi 26 Marzo 2018, morto nella notte per una emorragia cerebrale. A comunicare il triste evento la moglie ed i familiari.

fabrizio frizzi

Dopo l'episodio di ischemia cerebrale avvenuto nell'ottobre 2017, il conduttore si era ripreso, rientrando al lavoro e tenendo compagnia a moltissime famiglie italiane con la sua trasmissione "L'eredità". Aveva anche annunciato di star lottando contro una malattia ed essersi affidato alla ricerca. Il suo garbo, la sua gioviale semplicità, hanno fatto breccia nei cuori degli italiani, con una conduzione dei programmi televisivi, quiz e varietà, fatta di battute gentili. Ha sempre messo a proprio agio gli ospiti, i concorrenti emozionati che si sono messi in gioco per vincere qualche premio che cambiasse loro la vita o li aiutasse a superare le difficoltà economiche. La sua vera eredità è quella di un uomo buono, che ci ha rasserenato tenendoci compagnia, con garbo e allegria.

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