Riflessioni

La festa dei morti

pupi zucchero

La televisione è stata negli anni il veicolo con cui trasmettere emozioni, storie, modi di vivere e di pensare. Il ruolo della televisione è stato quello di istruire le masse, armonizzare le basi culturali di un paese, reduce dalle macerie del dopoguerra. Le prime trasmissioni televisive italiane su scala nazionale avvennero nel gennaio 1954 con la nascita della  RAI. Un solo canale, in bianco e nero, trasmetteva notiziari, poi film, documentari, caroselli e reclame. Bambini curiosi ed anziani stupiti andavano a vedere quanto visualizzato sugli schermi di quelle ingombranti scatole. Poche televisioni nelle case dei più abbienti, nei circoli ricreativi. Man mano che la televisione entrò nelle case la lingua italiana divenne davvero lingua nazionale perché anche chi non aveva seguito corsi di istruzione oltre le prime classi delle elementari poteva ascoltare e vedere conversazioni nella lingua dell'Italia unita (erano passati cento anni dall'unità).

Con la nascita delle televisioni private si diffusero programmi e varietà orientati al marketing ma anche all'approfondimento ed al varietà, sdoganando le nudità che un tempo facevano scalpore. Cambiamenti epocali, cambiamenti generazionali. Attraverso i telefilm e le telenovele prodotte oltreoceano abbiamo importato usi e costumi americani e latino americani (le famose telenovele del sud america). L'influenza culturale che ne è derivata è stata enorme. Dai modi di vestire ai modi di pensare. Oltre ai nomi dei personaggi delle soap opera abbiamo importato anche feste come Halloween soppiantando nel tempo le tradizioni locali. Nei giorni della festa molto sentita al Sud di Ognissanti e dei Morti, nella quale si tramandavano tradizioni antichissime che affondano le radici nel culto degli antenati dei popoli storici e preistorici, abbiamo visto sparire i nostri costumi, soppiantati dalla più commerciale festa di Halloween, la festa delle zucche, di dolcetto e scherzetto. Demonizzata dal clero cattolico e dai più ferventi fedeli, caldeggiata invece dalle aziende produttrici di costumi carnevaleschi e di materiale per le feste, la festa di Jack O Lantern si è radicata nelle menti dei bambini e degli adolescenti, divenendo una occasione di festeggiamento e divertimento. Nonostante si festeggi nella notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre, questa festa ha eclissato la dimensione ludico spirituale della festa dei morti che in Sicilia era attesa dai bambini per i regali portati dai propri cari defunti. In quei giorni delle feste cristiane si realizzava un collegamento benefico fra il mondo dei morti ed il mondo dei vivi.

Lungi dal volevo far rivivere le macabre usanze che a Palermo portavano i parenti a mettere a tavola nelle ricorrenze maggiori le mummie dei parenti impagliati e dimoranti nelle catacombe, nostalgicamente riviviamo invece l'attesa dei regali dei morti. "Chi ti purtaru i morti?" era una domanda sui regali ricevuti in occasione della festa dei morti. I dolci tipici erano il gelato di campagna, i pupi di zucchero. Poi c'erano luminarie e bancarelle di liccumarìe varie. Potremmo riprendere le nostre tradizioni prima che scompaiano del tutto. Contrastare lo strapotere del marketing che martella i bambini con le pubblicità è difficile, soprattutto perché oltre alle pubblicità negli intervalli fra un cartone animato e l'altro, i bambini assorbono i messaggi culturali contenuti negli stessi cartoni, solitamente di matrice americana. La globalizzazione è anche questa, specie se questa è spinta dalla macchina del commercio. Cosa fare per far rivivere le tradizioni? Non è sicuramente una impresa facile rianimare un fenomeno moribondo, specie perché è difficile contrastare lo strapotere psicologico del marketing. Dalla globalizzazione alla localizzazione. Nei paesi che vivono di turismo solo la tipicità può fare la differenza. Se fossimo tutti uguali non ci sarebbe motivo di spostarsi.

 coco animazione culto morti

*Nel film d'animazione Coco ritroviamo un tema simile, la Dia de los muertos, che pur avendo radici precolombiane (azteche) fu poi riadattata al cattolicesimo.