Riflessioni

Google Home: l'assistente domestico...

google grande fratelloNei film e telefilm di fantascienza, le case del futuro (ormai presente), erano dotate di un computer che poteva interagire vocalmente con i padroni di casa. Il computer risponde(va) sempre prontamente alle domande postegli, aiutando i padroni di casa. Oggi questo è realtà. Lo è già con i nostri dispositivi mobili (smartphone, tablet), lo è con i computer domestici e d'ufficio, attraverso il più grande motore di ricerca del mondo: Google. Questo mostruoso sistema di scansione delle pagine internet, di analisi delle ricerche degli utenti, di analisi e raccolta dei comportamenti degli utenti sul web, di raccolta delle posizioni degli utenti attraverso l'app maps, la raccolta dei gusti in termini di film, etc... è il grande fratello orwelliano che sa tutto di noi. Non è l'unico grande fratello, c'è anche facebook e gli altri social network. Siamo tracciati, la nostra vita è online.

 

Oggi ho scoperto l'esistenza di un dispositivo all'avanguardia con il quale interloquire e chiedere informazioni, ricette, notizie e quant'altro si possa immaginare: l'assistente domestico di Google, il google Home.

google home

Questo dispositivo, "altoparlante ad attivazione vocale", funge da assistente per gli utenti che ne vorranno fare uso. Si attiva con la ormai famosa frase "ok google" e risponde alle nostre domande ed "agisce" su nostro ordine. Penso che le azioni sottointese siano quelle di appuntare note, appuntamenti, scrivere mail, cercare musica, inviare messaggi vocali a qualcun altro e possibilmente, prenotare una pizza, una visita, un volo, etc... Tutto questo è straordinario ma preoccupante al tempo stesso.

Dove siamo arrivati? Dove stiamo andando a finire? L'umanità sarà coadiuvata da queste macchine, è ormai fuor di dubbio. Ma il prezzo da pagare qual è? I governi, le forze di polizia, e gli hacker, possono e potranno tracciare ogni nostra attività, ascoltare le nostre conversazioni, tenendo sotto controllo tutta la nostra vita. Non possiamo più fare a meno degli smartphone, di stare connessi alla rete, ai nostri amici, reali e virtuali. Tutto ciò ha dei chiari risvolti sociali, psicologici. Siamo schiavi della tecnologia stessa. 

I bambini non c'entrano

fra i due litiganti

Scrivere di guerra e morti è una triste faccenda. Le immagini di bambini morenti, in preda a convulsioni, dolori, stravolti e poi morti, ammassati nelle auto o sui furgoni, straziano il cuore e fanno capire quanto schifo faccia l'umanità. Chi è stato a colpirli? Sono stati i militari del governo di Assad o i cosiddetti ribelli? Cosa ha portato alla nascita della guerra? Poco importa. La guerra è fatta dai ricchi a danno dei poveri, sempre. Lottano e mandano in campo i poveri, siano essi persone che per lavoro fanno i soldati, siano essi i cittadini che si ribellano o sono loro malgrado coinvolti in una guerra non loro. A pagare il conto più tragico sono sempre i bambini sia che muoiano sia che restino orfani, sia che crescano di stenti con traumi indelebili. E così, tutti i capricci del mondo ricco sono un granello di sabbia in confronto al mare di lacrime versato da chi soffre in guerra o nella povertà assoluta. In questi giorni ho letto una frase che mi ha fatto riflettere, diceva: "Mandammo le medicine, dimenticando che molte di essi andavano prese a stomaco pieno". Noi occidentali, ma penso anche i novelli ricchi orientali, pensiamo di risolvere tutto con un sms solidale, con un versamento che va a finire in mano a chissà chi, ingrassando i salvadanai degli affaristi...mentre sempre gli occidentali, quelli che fabbricano armi, si arricchiscono con le vendite di fucili, mitragliatrici, bombe, mine, gas e quant'altro possa distruggere la vita di molti. Cosa potremmo fare noi? Noi che spendiamo più soldi in scatolette di cibo selezionato per i nostri gatti e cani, che in solidarietà per i poveri. Potremmo noi andare a far la guerra per portare la pace? Chi è dalla parte del giusto fra i litiganti? Mi viene da riformulare il vecchio adagio sui due litiganti: fra i due litiganti, il terzo muore...

L'umanità è il cancro del pianeta. Si diffonde distruggendo habitat, inquinando le arterie fluviali e distruggendo i polmoni verdi. Quale speranza per i nostri figli? Siamo sull'orlo di una terza guerra mondiale? "A sciarra è sempri p'a cutra" - (La lite è sempre per la coperta [la coperta è sempre corta, ed ognuno la tira a sè]).

Se due ultrà decerebrati uccidono un uomo perché difende la moglie dai loro insulti

emmanuel chimiari

Il crescente sentimento razzista, fomentato dai politici xenofobi, ha portato alla morte un uomo nigeriano, accolto in Italia quale richiedente asilo che, unitamente alla moglie, passeggiava serenamente per le vie di Fermo, nei pressi del seminario arcivescovile che li ospitava.

Due individui italiani, di cui uno ultrà colpito da provvedimento DASPO per violenza, hanno verosimilmente offeso a freddo Chimery, la moglie di Emmanuel Namdi, definendola "scimmia". Ne è nato un diverbio e Namdi, dopo essere stato colpito con un palo della segnaletica, è stato finito a calci e pugni finendo in coma irreversibile per una emorragia cerebrale. Tutto questo è successo martedì 05 luglio. Adesso l'ultrà e l'amico cercano di difendersi dichiarando di averli visti aggirare fra le auto con fare sospetto, cercando, da decerebrati quali sono, di accampare delle motivazioni che nulla hanno a che vedere con il loro razzismo. Dichiarata la morte cerebrale, la giovane moglie (che peraltro ha abortito durante la traversata del mediterraneo per sfuggire alle persecuzioni di Boko Haram) ha autorizzato la donazione degli organi. Organi che non hanno colore e che salveranno vite umane, di quei bianchi che in alcuni casi disprezzano i neri.

Una lezione per tutti noi.